Mentre la Roma si appresta ad affrontare la fase più importante della sua stagione, la dirigenza si appresta ad organizzare il calciomercato estivo del futuro.

Sarà il risultato che si otterrà dall’Europa League a determinare la bontà della stagione giallorossa, e in caso di vittoria a far scattare il rinnovo automatico di Paulo Fonseca. In ogni caso, però, l’allenatore non sarebbe intenzionato a firmalo, orientato piuttosto ad una separazione consensuale. Dopo l’addio del tecnico portoghese, allora, partirebbe a tutti gli effetti l’era di un altro portoghese: Tiago Pinto. Arrivato a metà della stagione in corso ha potuto influire ben poco sugli affari della Roma, ma adesso, forte anche della lingua italiana imparata in tempo record, è pronto a prendere in mano il timone dei capitolini. La prima mossa della prossima sessione di calciomercato sarà dunque quella di annunciare il nuovo allenatore, che salvo sorprese dell’ultimo minuto dovrebbe essere Maurizio Sarri. O almeno a lui puntano tutti gli indizi raccolti fin qui.

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Calciomercato Roma, la politica sugli acquisti

Sciolto il nodo allenatore, Pinto dovrà occuparsi delle questioni di campo, di acquisti e cessioni. La prima volontà pare quella di non circondarsi di troppi direttori tecnici, con le porte che rimarrebbero aperte solo per un eventuale ritorno in pompa magna di Francesco Totti, che avrebbe colpito il portoghese. Dopodiché l’intenzione sarà quella di rivolgersi alla rete di scout cui il dirigente fa solitamente affidamento per scovare nomi interessanti e poco conosciuti.

Il mercato della Roma dovrà però passare inevitabilmente per la cessione degli esuberi più importanti e più pesanti sul monte ingaggi, a partire da Fazio e Juan Jesus e passando dai rientranti dai prestiti internazionali che non verranno riscattati: Under, Kluivert, Nzonzi e Olsen. Solo allora ci si potrà concentrare con più disponibilità economica e maggiore cognizione di causa sugli innesti necessari, identificati ad oggi con tre ruoli chiave: portiere, regista e attaccante. La politica di Pinto prevede che si guardi con grande attenzione a giovani da lanciare o a uomini d’esperienza a cifre convenienti. In generale, però, si cercherà di evitare di investire su profili sopra i 32 anni e soprattutto di spendere intorno ai 30 milioni per giocatori ormai alla soglia dei 30 anni. Infine, si cercherà di ripartire dai giovani che sono già leader del gruppo squadra in essere, come Pellegrini, Mancini ma anche Ibanez, Zaniolo e Villar.