Serie A
Roma, Gasperini: “Malen ha le caratteristiche che cercavo io. Vaz? Un acquisto in prospettiva”
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa al termine della bella vittoria maturata nel pomeriggio contro il Torino.
La Roma sbanca l’Olimpico grande Torino e si riprende il 4° posto in solitaria, rispondendo allo scivolone della Juventus. A deciderla ci pensano un super Malen e un grande Dybala, che fissano il risultato sullo 0-2. Della partita ha parlato Gian Piero Gasperini nella conferenza stampa posto match.

GIAN PIERO GASPERINI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma, le parole di Gasperini
Prime impressioni su Malen?
“Chiaro che quando è così, è un giocatore di questo livello. Si alza tutta la capacità offensiva e i numeri diventano altri. Un gol per pochissimi centimetri di fuorigioco, ma volevamo questa vittoria. È un bel segnale”.
È nata un’intesa straordinaria tra Malen e Dybala.
“Primo gol straordinario, Dybala ha fatto una partita di livello. Poi quando le cose si completano, si alza il livello di tutti. Hanno un linguaggio tecnico molto importante, su questo cerchiamo di costruirci tutto quanto”.
Roma più pericolosa ora in attacco.
“Sì, Malen per me ha le caratteristiche che cercavo io. Ha abilità, conclude con velocità e potenza, sono queste le sue doti. Doti fondamentali, in area cerchiamo di costruire queste cose. Se riusciamo a metterlo in condizione, questo fa tanti gol”.
Malen può stare anche largo a sinistra o interno a sinistra?
“Spero di no. Nel mio ideale spero possa fare il centravanti a lungo, con la squadra in grado di sfruttare le sue caratteristiche. Poi ha la duttilità per giocare defilato. Ma lui è da sfruttare dentro l’area”.
Robinio Vaz?
“Ha delle belle doti. È giovanissimo, 2007, quindi 18 anni. Non è facile nel campionato italiano ma diamo fiducia e spazio. Bisogna lavorare tanto però in prospettiva la Roma ha fatto un bel acquisto in prospettiva. E un altro nell’immediato. Quando è così, ti vedi bello supportato”.
Se Malen ci fosse stato da inizio stagione…
“Abbiamo fatto tanti punti, magari avremmo fatto più gol. Abbiamo costruito tante situazioni, siamo tornati ad essere una squadra che in attacco è pericolosa”
Dybala duetta così con Malen dopo pochi giorni: è per classe o per capacità intellettiva?
“Hanno un linguaggio tecnico importante. Nel primo gol Dybala ha fintato il tiro e ha fatto il passaggio, Malen sa anche prendere spazio solo con il controllo. Si sposano molto bene, sono grandi campioni che quando accendono la luce vedono qualcosa che gli altri non vedono. Dybala è un grande giocatore, magari senza la freschezza che aveva un tempo: l’ho tolto, ma avrebbe potuto fare i supplementari perché sta molto bene. Non ha più la velocità dei suoi 20 anni, ma ha tecnica e visione. Ora cominciamo ad essere forti davanti”
Come sta Hermoso?
“Siamo molto preoccupati, speriamo non sia un infortunio di carattere tendineo e sarebbe un peccato. Abbiamo recuperato Pellegrini, dobbiamo riportare al meglio Soulé: perdere Hermoso sarebbe un peccato”
Malen può dare un contributo anche a Ferguson?
“Uno ha 21 anni, l’altro ha giocato pochissimo. Ferguson è cresciuto rispetto all’inizio della stagione, vediamo cosa succederà. Anche lui potrà crescere con più tranquillità come Vaz. L’importante è che cresca sotto il profilo delle motivazioni, la Roma è una grande opportunità per lui”
Al terzo tentativo ha battuto il Toro…
“Abbiamo sempre provato questo tipo di calcio. Contro il Sassuolo abbiamo fatto due grandi gol, anche altre volte abbiamo segnato in maniera simile a oggi. Ma non sempre abbiamo avuto la sensazione di pericolo di questa sera. Averlo fatto contro il Toro, che è un’ottima squadra, vale molto: ora cercheremo di farlo contro le altre squadre. Già in Coppa era stata equilibrata, poteva pendere da una parte e dall’altra”.
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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