Serie A
Capello duro contro gli arbitri: “Sono una mafia. Non vogliono usare nel VAR ex giocatori”
Fabio Capello in una lunga intervista a Marca si è soffermato in maniera decisa e dura sulla questione degli arbitri, sparando a zero su tutti.
Fabio Capello, l’ex allenatore di Roma, Milan, Juventus e Real Madrid, ha rilasciato una lunga intervista ai taccuini di Marca soffermandosi in particolare su un tema: quello riguardante gli arbitri.
Il classe ’46 è andato giù molto duramente, criticando in toto l’intera classe arbitrale.

Parlando di arbitri, ci sono sempre più polemiche sull’uso del VAR.
“Lascia stare, lascia stare… È un argomento che mi fa arrabbiare molto”.
Non si può esportare quel modo di arbitrare dell’Inghilterra, che convince tutti, e portarlo nella Liga spagnola o in Serie A?
“No, no. Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare nel VAR ex giocatori, che conoscono i movimenti del calcio, il movimento che fa un calciatore per fermarsi, per proteggersi… E spesso prendono decisioni che non sono corrette, perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. A un giocatore toccano la faccia, si butta per terra, e fischiano. Ma perché fischi?! Se io sono alto 1,90 e l’altro 1,75, quando mi muovo il mio braccio è all’altezza della sua faccia: perché fischi? Questa cosa mi fa impazzire, impazzire”.
Quindi lei crede che il VAR si aggiusterebbe inserendo un ex calciatore?
“Uno! Mettine uno lì che dica all’arbitro: “Secondo me non è rigore”, oppure “Sì, è rigore”. Con la UEFA abbiamo analizzato 20 situazioni in cui erano stati assegnati dei rigori: ex giocatori ed ex allenatori le hanno riviste e 6 erano rigori, 14 no”.
Serie A
Como, tentare il colpaccio con il Milan per riacciuffare la zona Champions
Il Como di Fabregas è fermo a quota 34 punti e domani sera dovrà recuperare la partita contro il Milan di Max Allegri. Sarà una grande occasione per accorciare in classifica.
Il Como sta facendo fin qui una grandissima stagione. Nell’ultima gara contro il Bologna la perla di Baturina all’ultimo secondo ha evitato di far risalire la squadra di Italiano e ha consentito un piccolo passo in avanti.
Infatti, seppur non è stato esplicitamente dichiarato dai diretti interessati, è evidente che il Como sia una seria candidata per ottenere un posto in Europa.
Al momento la squadra deve sicuramente crescere e maturare, essendo anche molto giovane, ma ci sono grandissime basi su cui il tecnico può lavorare, ma soprattutto sono stati fatti degli enormi passi avanti rispetto alla passata stagione.
Il Como ha infatti raggiunto una grande solidità difensiva, grazie alla 2° miglior difesa del campionato con 13 gol subiti in 19 partite. Soprattutto ha acquisito una maggiore cattiveria agonistica nell’affrontare le cosiddette “piccole” del campionato.
Infatti i lariani hanno sempre fatto i grandi con le grandi, ma spesso e volentieri hanno perso punti con le squadre della colonna di destra della classifica.
Quest’anno questo trend sembra essersi invertito e domani sera la squadra di Fabregas indosserà l’abito delle grandi occasioni per dimostrare di meritare una posizione di classifica prestigiosa.

L’ESULTANZA URLO DI CESC FABREGAS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Como, con il Milan un test per l’Europa
Domani alle 20:45 al Sinigaglia arriverà il Milan di Max Allegri. I rossoneri sono reduci da due prestazioni negative contro Genoa e Fiorentina, che hanno portato a due pareggi ottenuti in modo piuttosto rocambolesco.
Ciò che ha sempre ragione però è la classifica, che al momento dice che la squadra di Allegri è al secondo posto a quota 40 punti. Il Como è fermo a 34 e domani sera ha l’opportunità di rimanere aggrappato al vagone di testa, dove ci sono solamente 4 posti a disposizione per circa 7 squadre in lotta.
Spesso nelle partite in cui non deve essere protagonista nel creare occasioni il Milan si esalta e per questo il Como deve prestare grande attenzione.
Vedremo come Fabregas avrà preparato tatticamente la gara e se riuscirà nell’intento di ottenere 3 punti che sarebbero pesantissimi.
Serie A
Como, Fàbregas: “Con il Milan partita incredibilmente importante, io non credo in squadra piccola o grande”
Como-Milan si gioca domani alle 20:45: Cesc Fàbregas presenta in conferenza stampa il big match valido per il recupero della 16ª giornata di Serie A.
Domani sera alle ore 20:45, il Como sarà impegnato davanti ai propri tifosi nella sfida contro il Milan, gara valida per il recupero del sedicesimo turno di Serie A.
Il tecnico dei lariani, Cesc Fàbregas, si è presentato in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti e presentare il big match in programma.
Ecco le dichiarazione di Fàbregas:
Che partita uscirà contro il Milan? E Allegri?
“Domani la cosa più importante per me è la partita, in panchina è la Champions contro la
Serie D. Allegri ha dimostrato tutto quello che è da allenatore, io non ho fatto niente e non c’è paragone. Ma noi domani dobbiamo andare a fare una bella prestazione, dobbiamo avere continuità del nostro gioco, continuare a crescere, è molto importante per noi. Vediamo che offre il Milan, ha giocatori impressionanti come Rabiot, Modric, Fofana, Pulisic… la lista è lunga. Noi dovremo essere il Como più forte se vogliamo vincere”.
Il Milan vince da muso corto, difficile rimontarlo. Cosa avete preparato a livello difensivo?
“Ovvio che lavorano sulle fasce, si deve proteggere bene. Comunque i ragazzi sono abituati ormai a giocare ogni tre giorni.
Il Como, come l’Inter, ha segnato di più nell’ultima metà di gara.
“Noi l’anno scorso abbiamo perso tanti punti in quella fase di partita. Perché noi venivamo dalla Serie B in A dopo tanti anni. Tutte le grandi squadre non mollano, hanno sempre orgoglio, la mentalità del campione. E questo che provo a trasmettere di più nei ragazzi, fino alla fine. Lo dico sempre, anche prima del Bologna. La spinta, il coraggio, la personalità di un campione. Essere un campione non vuol dire vincere sempre. Chi si rialza più velocemente e riprova, arriva a quello che vuole fare. Noi abbiamo una squadra giovane, ma stanno iniziando a conoscersi. Noi ci proviamo, quest’anno contro il Verona all’ultimo minuto, è importante… mentalità e fisico, chi entra dalla panchina fa la differenza. Una cosa per me molto importante. Tutti riconoscono che ok, sei triste perché non giochi, ma chi ti fa guadagnare punti è chi entra per 5 minuti e cambia la partita. Ci sono tante cose positive che si possono trovare. C’è spazio anche per la gente che non gioca. In questi ultimi momenti abbiamo trovato molte soluzioni e questo sarà molto importante per il nostro futuro”.
Farà delle rotazioni con gli impegni ravvicinati?
“Non lo so, ci sono opportunità e giocatori che possono cambiare. Non è deciso niente per domani. Ma la squadra deve capire il messaggio che domani la partita è molto importante per noi. Chi fa 10-20-90 minuti deve sempre fare la differenza”.
giocatori sono più motivati contro un Milan ferito? E loro dove possono arrivare?
“Questo non è il mio lavoro, io ti parlo delle squadre più forti del campionato. Il Milan con Allegri e questi giocatori ovvio che possono fare bene. Dipenderà da loro, quanto più vincono avranno opzioni per lo Scudetto. Sulla difficoltà o meno io non credo tanto in questo.
Due partite, due pareggi? Continuano ad essere forti. Se la squadra è più motivata per questo?
No, non c’è senso. Con il Milan partita incredibilmente importante. lo non credo in squadra piccola o grande, tutti abbiamo la motivazione di fare bene”.
Il Milan non era tanto equilibrato l’anno scorso, cosa cambia quest’anno?
“Hanno cambiato la maniera di pressare, giocatori dai profili diversi, Pulisic sta tornando ad essere il giocatore conosciuto al Chelsea. Per me però non è tanto importante, domani si deve vincere la partita, ovviamente con tattica. Dovremo giocare la nostra partita, godercela per il secondo anno in Serie A, far venire qua al Sinigaglia il Milan è tutto un onore per noi, vogliamo fare il meglio della nostra gente. E continuare il nostro percorso”.
I cambi funzionano nel vostro progetto, visto che segnate tanto nel finale. Ma qualcosa serve sul mercato?
“Credi che abbiamo bisogno (ride, ndr)? Sugli esterni siamo andati in difficoltà? Sì, ma abbiamo vinto anche senza di loro. La testa deve fare click, e andare oltre le difficoltà. La mentalità del campione è quello che vede se tutto è positivo, che c’è un’opportunità. Addai, Kuhn magari non avrebbe giocato contro il Pisa… sono opportunità per tutti, per uno o per l’altro di dimostrare. E va bene. In questo mercato è difficile, noi siamo un gruppo giovane e che lavora molto, in questo momento molto convinto di quello che fa. E per un allenatore e una società è importante avere la gente focalizzata sull’obiettivo. Dobbiamo essere attenti a questo. Se non gioca Da Cunha sicuramente non è contento perché c’è Caqueret, Sergi
Roberto, Perrone… se metti più gente, attenzione. Alcune volte è meglio essere meno ma tutti dentro, piuttosto che tanti e qualcuno si sente fuori”.
Baturina è al secondo gol in campionato, cambia qualcosa dal fatto che è chiuso da Nico Paz? Perché potrebbe chiedere più spazio e sappiamo che ci sono state richieste…
“In questo momento non c’è niente. Da una parte e dall’altra. Vedo che la squadra non molla, è dentro il progetto. Leeds o altri club di Premier? In questo momento non c’è niente. Noi dobbiamo giocare domani, non ci fermiamo mai. Il mio obiettivo e focus è mentalizzare i ragazzi”.
Come stanno gli infortunati?
“Diao non è pronto, ha iniziato a correre e fa palestra. Morata sta meglio, Goldaniga è già uscito in campo, ad Addai manca un po’… Per le prossime partite siamo chi siamo. Siamo in pochi e tutti sono dentro”.
Lei è innamorato di Como. Ma cos’è oggi essere innamorato di una piazza?
“E molto personale. Oggi magari sei molto coinvolto, sei contento, si è visto con Xabi Alonso al Real. E magari alla fine non va bene. Dico di essere innamorato di tutto, della società e di Como, perché qua è tutto molto diverso. Lo stiamo creando tutti insieme. Sento che voi spiegate bene cosa succede a Como. Voi siete il quarto potere del mondo. Potete scrivere tutto quello che volete. Avete il potere di influenzare la gente. Oggi posso dire ‘questo è bianco’, ma se dite voi ‘è nero’ la gente crede a voi. Come in altri ruoli, non solo nel calcio.
Qua stiamo facendo una cosa con molta serenità, tantissima attenzione al dettaglio, cullarlo come tuo figlio. Non andrò da Suwarso per un nuovo contratto o per altro, io faccio questo con il cuore. È una cosa preziosa, bellissima. C’è un confronto bello con i tifosi, anche se non ci vado a parlare. Anche se sono sempre aperto. Ma sono molto tranquillo su questo. Non ci sono dipendenti che vanno a lavorare al Como e basta. C’è gente che ha abbandonato la famiglia per venire qui. C’è tutto”.
Nico Paz non è un problema alle volte? Magari a livello di proporre poco in certe occasioni, come domani dove servirebbe un centrocampo a tre.
“Lo dici per coprire Modric, Fofana e Rabiot. Se lasci al Milan spazio e tranquillità, senza pressione… l’unica cosa che so per certo è che siamo una squadra che contro Udinese abbiamo concesso un tiro. Due tiri contro il Bologna. Contro il Lecce pochissimo, contro il
Pisa un po’ di più perché abbiamo preso 3-4 contropiedi. Noi siamo aggressivi e concediamo molto poco. Le occasioni che concediamo sì, magari sono pericolose, ma è così. Bisogna essere sempre con il cuore a mille. Non vuoi correre rischi? Blocco basso, ma nessuno ti garantisce che cosi non concedi occasioni. Magari su cross, tocco di mano, rigore. La partita con la Roma? Non c’era Perrone, Nico era malato da 4 giorni, Diao cosi cosi… sono tante cose. lo non guardo solo una partita, ma cosa alla lunga ti dà di più. Poi vai con la tua idea, la tua mentalità.

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Serie A
Atalanta, ottime notizie per Palladino: ecco Kolasinac
Buone notizie dall’infermeria dell’Atalanta: Kolasinac torna ad allenarsi dopo l’infortunio al ginocchio. Attesa anche per l’ufficialità di Raspadori.
Oltre a Giacomo Raspadori, che in questo momento sta portando a termine le consuete visite mediche che precedono l’ufficialità del suo acquisto, dall’infermeria della Dea giungono altre ottime notizie.
Nella giornata di oggi, infatti, mentre la squadra preparava la gara di venerdì che la vedrà impegnata contro il Pisa, valida per il 21° turno di Serie A, si è rivisto dopo settimane di assenza anche Sead Kolasinac.
Il difensore ex Arsenal ha ripreso ad allenarsi con la squadra, partecipando, anche se solo parzialmente, alla rifinitura in vista della gara dell’Arena Garibaldi.
Il Bosniaco era stato costretto a uscire anzitempo a metà del primo tempo della gara contro la Roma a causa di un risentimento distrattivo al legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro, lo stesso ginocchio colpito dal grave infortunio dell’aprile scorso, quando si ruppero il legamento crociato anteriore e il menisco.

RAFFAELE PALLADINO RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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