Serie A
Torino, Baroni: “il Como è difficile e gioca bene a calcio con un allenatore che presto sarà sulle migliori panchine in Europa”
Preview del posticipo Torino-Como: Baroni presenta la sfida dal Filadelfia nella dodicesima giornata di Serie A. Tutte le dichiarazioni e i punti chiave.”
Domani alle ore 18.30 prenderà il via l’ultimo atto della dodicesima giornata di Serie A. Ad aprire il posticipo del lunedì sarà la sfida tra il Torino e il sorprendente Como allenato da Cesc Fabregas,
Il tecnico dei granata, Marco Baroni, è intervenuto oggi in conferenza stampa direttamente dal centro sportivo Filadelfia per presentare il match.
Ecco le sue parole:
Si è fermato Simeone: tornerà al modulo con una punta e due esterni?
“Lo sto valutando, ma la squadra ha fatto bene ultimamente. Il Como è un avversario complicato e difficile, cercherò di dare più certezze possibili. Siamo dispiaciuti, Simeone è un riferimento e fortunatamente speriamo che la sua assenza sia per poche gare. Abbiamo giocatori che possono sostituirlo”
Come ha visto Adams?
“Sta bene, anche per la qualificazione con la Scozia: è stato un bel premio. Ora sa che deve passare dalle prestazioni con il Toro, lui è in crescita e sarà un riferimento importante. Lo è stato fino ad adesso, quando parlo di alternanza intendo che per me sono tutti titolari. Adams ha addosso un campionato intero in Italia, può esprimersi al meglio”
Con chi pensa di sostituire Simeone?
“Anche Aboukhlal può giocare da esterno o da seconda punta. Come Ngonge, deve muoversi in maniera diversa e ha un’altra attitudine rispetto a una punta che gioca spalle alle porta. Anche Zapata sta bene, è disponibile ed è pronto così come Aboukhlal”
Zapata è pronto a iniziare dal primo minuto? A che punto è nel percorso?
“Sembra sia un caso….Lui sta sempre meglio, ha bisogno del campo e di minuti in campo. Devo inserirlo anche nelle valutazioni che faccio con gli altri attaccanti, chi vedo più pronto lo faccio partire. Zapata in questo momento è affidabile e spero possa trovare sempre più spazio
Il fattore campo può essere determinante?
“Abbiamo bisogno del nostro pubblico e della loro passione. Il primo passo tocca a noi, dobbiamo generare entusiasmo ed emotività: il Como è difficile e gioca bene a calcio con un allenatore che presto sarà sulle migliori panchine in Europa. Ci sarà da portare in campo grande attenzione e pressione, il Como va affrontato con pressione perché ha qualità di palleggio”
Il Como è una squadra un po’ diversa dalle altre?
“Sta portando avanti un progetto con Fabregas, l’anno scorso sono andati oltre all’obiettivo iniziale e hanno fatto grandi investimenti. Dobbiamo pensare di giocare contro una grande squadra, hanno potenziale tecnico e un allenatore molto bravo. Le difficoltà sono nella prestazione: so la prestazione che faranno loro, noi dovremo essere all’altezza con una gara di pressione, dedizione e palleggio. Devi togliere loro il pallone e non ridarlo subito”
Chi gioca tra Paleari e Israel?
“Appena ci siamo rivisti, ho parlato con loro e con Papa. Sono stato chiaro: devono lavorare per mettermi in difficoltà. Paleari ha fatto prestazioni per meritarsi la conferma, non mi piace parlare di gerarchie perché sarebbe una mancanza di rispetto per tutti e tre. Israel sta facendo un percorso di crescita e lavoro duro, siamo stati contenti che sia rimasto qui durante la pausa e ha bisogno di allenamenti. In questo momento, Paleari sarà della partita”
Chi ci sarà a sinistra?
“Nkounkou sta bene, ha lavorato duro per ritrovare ciò che gli abbiamo chiesto: attenzione e continuità nella partita. Lazaro è un giocatore di affidabilità, può fare il quinto su entrambi i lati. In questo momento è rientrato Biraghi, sta bene anche lui. Ho scelta, vedremo: è probabile che possa essere riconfermato Lazaro, oggi vedrò nell’ultimo allenamento”
Senza Ismajli, gioca Tameze?
“Tameze sta molto bene, mi ha sorpreso per dutilità e attenzione. E’ nel pieno della sua condizione psico-fisica: farò valutazioni, Coco ha avuto un problemino in nazionale ed è rientrato ieri facendo un buon allenamento. Sta bene anche Masina, si è tolto i vari problemini. Devo ancora valutarlo, mi riservo l’ultimo allenamento di oggi. Tameze e Masina
stanno molto bene, devo valutare Coco”
Vlasic è tornato carico dalla Nazionale: potrà avere un approccio più offensivo?
“Come mezzala, non deve solo pensare alla fase di non possesso ma anche alzarsi. Nel calcio di oggi c’è molta mobilità, lui ha libertà e deve essere bravo a trovare gli spazi. Sono contento che abbia fatto due gol in Nazionale, dà sempre entusiasmo e convinzione. Domani può darci un contributo importante”

IVAN ILIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Notizie
Ardemagni (ex Milan) a IGsport47: “Col fuoco dentro. Su Inzaghi..”
L’ex attaccante del Milan Matteo Ardemagni (quasi 39 anni) sena filtri. Eh già, carico e determinato come non mai. Dal Milan di Ancelotti a una nuova sfida nelle Marche, con la maglia della Civitanovese: è Ardemagni show. Ecco cosa ha detto, in queste ore, ai microfoni di Smart Club, programma sportivo Made in Marche, sotto la regia della brava giornalista Marta Bitti.
L’ex Milan e Atalanta Ardemagni: un bomber ex Serie A senza limiti
Eccolo al top a IGsport47, nell’interessante e appassionante programma Smart Club. Alla conduzione Marta Bitti, affiancata da Cristiano Lambertucci e Luca Baiocco, spazio per l’appunto a un grande protagonista del calcio italiano. Una carriera lunga e ricca di gol, con oltre 100 sigilli realizzate in Serie B, raccontata tra aneddoti, analisi tecnico-tattiche e uno sguardo sul presente e sul futuro, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Matteo Ardemagni carico e determinato come non mai nelle Marche per mettere esperienza, carisma e fame al servizio della sua nuova squadra. Obiettivo salvezza in Eccellenza.
Cresciuto in società come Milan e Atalanta, con un passato importante a Perugia e in molti club blasonati del calcio italiano, Ardemagni ha raccontato in sostanza il suo percorso agonistico e le sue motivazioni nel programma sportivo marchigiano Smart Club. Le sue parole fanno ben capire di che pasta è fatto: un giocatore maturo, esperto, consapevole e ancora determinato a lasciare il segno.
Matteo Ardemagni, un viaggio calcistico tra grandi club e oltre 100 gol in carriera: alla Civitanovese per fare grandi cose
La storia di Matteo Ardemagni è quella di un attaccante che ha saputo costruire la propria identità passo dopo passo, dopo una lunga gavetta. Esperienza precoce nel Milan di Ancelotti, dove ha respirato fin da giovanissimo l’aria dei campioni. Ha poi completato la formazione nell’Atalanta, società da sempre attenta ai talenti offensivi.
Da lì è iniziato un percorso ricco di tappe prestigiose: Triestina, Cittadella, Modena, Perugia, Avellino, Ascoli, Frosinone, fino alle più recenti esperienze in Serie C. Con oltre 100 reti nei campionati professionistici, Ardemagni è divenuto a tutti gli effetti emblema puro di affidabilità e dedizione. Un attaccante cresciuto a pane e gol, capace di adattarsi a contesti diversi mantenendo sempre una performance costante.
Le dichiarazioni a Smart Club: “Unità e sacrificio, così si conquista la salvezza”
Ospite del programma Smart Club, Ardemagni (che conosce bene le Marche: ad Ascoli indossò in passato la fascia di capitano) ha parlato con grande lucidità del momento della squadra e delle sue motivazioni personali. L’attaccante ha sottolineato come la sfida salvezza passi soprattutto dalla compattezza del gruppo: “Non basta il singolo, serve unione d’intenti. Mi sento vivo, ho il fuoco dentro”. Come dire, quando gli atleti di una squadra remano tutta dalla stessa parte, anche le difficoltà possono trasformarsi in belle opportunità.
Ha poi aggiunto che la sua scelta di approdare nelle Marche nasce dal desiderio di sentirsi ancora protagonista: “Voglio dare tutto. Ho accettato questa sfida con umiltà, cercherò di aiutare i giovani. Credo nel progetto. I nostri tifosi possono fare la differenza, dentro e fuori dal campo”. Parole che confermano la sua determinazione, motivazione e la volontà di essere un punto di riferimento per la generazione young.
Civitanova (Civitanovese – Eccellenza) e il nuovo capitolo: nelle Marche per lasciare un segno, non per una passerella qualunque… “Pippo Inzaghi mi disse che…”
Ardemagni ha parlato anche del suo impatto con l’ambiente marchigiano, elogiando la passione dei tifosi e la serietà della società civitanovese. “Obiettivo salvezza, dobbiamo meritarla”, ha dichiarato. L’attaccante ha poi evidenziato l’importanza del lavoro quotidiano: “La differenza la fanno i dettagli: allenarsi bene, aiutarsi, non mollare mai. È questo lo spirito che voglio trasmettere”. Un messaggio chiaro, che conferma come Ardemagni non sia solo un rinforzo tecnico, ma anche un valore aggiunto sul piano umano e motivazionale. Il suo punto di riferimento è stato Pippo Inzaghi: “Pippo mi diceva sempre il gol arriverà, l’importante è farsi trovare pronto”. Che dire, a buon intenditor poche parole. E’ possibile rivedere la puntata anche su YouTube sul canale SmartClub IGSport47.
Serie A
Roma, Pellegrini: “Sono un ragazzo fortunato, perché indosso da anni la mia maglia preferita. Champions League? Siamo sulla buona strada”
La Roma si prepara ad affrontare il Napoli nel 25° turno di Serie A. A pochi giorni dalla sfida, Lorenzo Pellegrini ha parlato in esclusiva ai microfoni di CBS sport.
La tappa di Napoli può diventare uno snodo cruciale per il cammino della Roma verso l’obiettivo Champions League. Una sfida che ha un grande significato per la classifica dei giallorossi, in piena lotta per entrare nelle prime 4 posizioni in Serie A. Un traguardo che sogna di coronare a fine stagione Lorenzo Pellegrini, il cui futuro nella Capitale resta in dubbio.
Il capitano giallorosso ha infatti il contratto in scadenza nel prossimo giugno, e non si è mai parlato concretamente di rinnovo. Tematica che il numero 7 della Roma ha trattato nell’intervista recentemente rilasciata a CBS sport. Di seguito le sue parole.
Roma, le parole di Pellegrini
Maglia della quale sei più orgoglioso di avere a casa?
“Io sono un ragazzo fortunato, perché indosso già la mia maglia preferita, sai? Non scambio sempre la maglia con gli altri giocatori, ma sicuramente una delle maglie che custodisco con più cura è quella di Messi. L’ho presa quando abbiamo giocato contro l’Argentina con la Nazionale, perché mi piace davvero molto”.
Gasperini.
“Quando si cambia l’allenatore, è importante per me farlo all’inizio della stagione. Così, almeno c’è il pre-campionato per capire le sue richieste. Ma sono molto felice di essere allenato da Gasperini. Penso che sia un allenatore che permette di migliorare molto, anche tecnicamente. Per quello che chiede in campo, la posizione del corpo, il cercare di andare sempre in verticale, provando sempre ad essere molto offensivi. Mi piacciono molto queste cose. Alla fine, con lui si migliora anche fisicamente. Ma penso che sia molto, molto bravo anche tecnicamente. Posso dire solo cose positive”.
La Roma non è in Champions League dal 2018. Quant’è alta la motivazione a tornarci?
“Sì, quest’assenza ci mette un po’ più di pressione addosso, ma alla fine è quello che vogliamo, quello per cui lavoriamo. Non giochiamo da molti anni in Champions e questo non va bene per un club come la Roma, secondo me. Questo è quello che penso, ma sapete che amo la Roma. Non posso dire nulla di diverso ora. Siamo sulla buona strada, perché all’inizio della stagione abbiamo iniziato un nuovo progetto. E sapete, è sempre difficile perché quando arrivi vicino alla fine: anche un punto fa la differenza. E lo abbiamo visto l’anno scorso, quando abbiamo mancato la Champions League per un punto. Siamo arrivati quinti a un punto dalla Juventus. Quindi stiamo cercando di guardare ogni dettaglio, ogni cosa che abbiamo per fare del nostro meglio per vincere”.
Legame con la Roma.

“È una sensazione incredibile perché quando sei un bambino, un bambino normale, non te lo aspetti. Nasci qui, vivi qui e sogni di essere un calciatore. Ma se parli con ogni bambino qui a Roma, ti dirà: ‘Voglio diventare un giocatore della Roma’. Al 100%. Perché abbiamo questa tradizione qui, abbiamo sempre avuto capitani romani, giocatori romani. E penso che questo sia bellissimo perché alla fine il calcio è passione, è amore, è tutte queste cose. Sono un ragazzo molto fortunato perché ho quello che volevo davvero. Ho potuto vincere con questa maglia e questo era il mio vero grande sogno quando ero bambino.
La sensazione è incredibile ogni giorno, anche adesso che sono qui. Ho iniziato a giocare nella Roma quando venivo qui a Trigoria a 9 anni e ho fatto la mia prima partita quando avevo 18 anni. Ma proprio ora, anche stamattina, quando ho indossato la maglia, ho sentito quella sensazione e ho pensato: ‘Ok, Lorenzo, sei un ragazzo molto fortunato’. In questi casi, c’è una bella responsabilità da prendere”.
Carriera.
“Quando ho deciso di andare al Sassuolo, quando avevo 19 anni, ho fatto quella scelta perché volevo migliorare e pensavo: ‘Ok, probabilmente proprio ora a 18 anni non sono pronto per realizzare il mio sogno’. Così ho deciso di andare lì. Sono stati due anni molto speciali perché a Sassuolo puoi vivere molto bene. Puoi giocare. Non hai la pressione che hai qui, specialmente se sei nato qui. E dopo conoscete la storia, no? La sensazione è incredibile perché, ovviamente, come hai detto tu, tutti cercano di capire… Probabilmente non sanno quello che è stato fatto prima. Ma ogni anno, ogni passo è importante per essere quello che siamo. Quindi penso di essere molto orgoglioso ed è un vero onore per me avere la possibilità di indossare questa maglia ogni giorno”.
Serie A
Roma, Gasperini ritrova due attaccanti per Napoli
La Roma si prepara al big match di domenica sera in casa del Napoli. Buone notizie per Gian Piero Gasperini: Paulo Dybala e Robinio Vaz sono tornati ad allenarsi in gruppo, mettendo nel mirino la loro presenza per il match del Maradona.
La 25° giornata di Serie A può rappresentare uno snodo cruciale, con due scontri diretti chiave, soprattutto per la lotta scudetto, ma anche per la zona Champions League. L’affascinante sfida tra Napoli e Roma di domenica sera al Maradona può raccontare molto delle ambizioni delle due squadre, quando stiamo per avvicinarci all’ultimo decisivo terzo della stagione.
I giallorossi, al momento 4° in classifica al pari della Juventus, devono sfatare il tabù degli scontri diretti contro un Napoli che avrà voglia di rivalsa dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia arrivata in settimana. Inoltre gli azzurri, in caso di vittoria, possono staccarsi in maniera quasi definitiva dalla lotta al 4° posto.
Roma, Gasp ritrova Vaz e Dybala: Hermoso resta in dubbio

PAULO DYBALA PENSIEROSO IN PANCHINA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Una sfida quindi che va ben oltre la rivalità vista l’alta posta in palio. Roma che è tornata ad allenarsi a Trigoria agli ordini di Gasperini. Il tecnico giallorosso ha avuto modo di ritrovare due pedine preziose per il suo attacco: Paulo Dybala e Robinio Vaz. Entrambi hanno svolto la seduta con il resto del gruppo, e sono pronti ad essere protagonisti in campo al Maradona. Gli altri infortunati, Koné, El Shaarawy, Hermoso, Ferguson e Dovbyk, hanno proseguito il loro iter di recupero. L’unico che sembra avere chance di recuperare per domenica sera è il difensore spagnolo.
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