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Napoli, Conte: “Come si fa in una settimana a cercare di distruggere tutto, non a costruire in tre giorni.”

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Cremonese

Il tecnico del Napoli Antonio Conte ha parlato stasera in conferenza stampa al termine del match vinto 3 a 1 contro l’Inter allo Stadio Maradona.

Il tecnico del Napoli Antonio Conte ha parlato stasera in conferenza stampa al termine del match vinto 3 a 1 contro l’Inter allo Stadio Maradona. Tra i temi affrontati, la partita contro i nerazzurri, il passato match contro il PSV e la prestazione di Neres.

Napoli, il tecnico Antonio Conte ha parlato stasera in conferenza stampa al termine del match vinto contro l'Inter per 3 a 1

ANTONIO CONTE PREOCCUPATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Napoli, Conte: ” ragazzi hanno dato una risposta importante, ci stiamo conoscendo anche con i nuovi”

Il tecnico del Napoli Antonio Conte ha parlato stasera in conferenza stampa al termine del match vinto 3 a 1 contro l’Inter  allo Stadio Maradona. Tra i temi affrontati, la partita contro i nerazzurri, il passato match contro il PSV e la prestazione di Neres.

Come avete fatto in tre giorni a ricostruire?

«Come si fa in una settimana a cercare di distruggere tutto, non a costruire in tre giorni. È questo che ci deve far rifletetter. Con tutto il rispetto, però a volte c’è mancanza  di rispetto nei confronti di chi lavora. Si esagera. A tutto c’è un limite, dobbiamo essere bravi, metterci l’elmetto, non dobbiamo ascoltare e dobbiamo andare avanti per la nostra strada. Oggi che abbiamo vinto dico che abbiamo tantissimi infortunati da inizio stagione:,col Torino abbiamo giocato senza sette titolari. Non possiamo non pensare che Lukaku non c’è dall’inizio del campionato, Rrahmani ha fatto due partite, Buongiorno è rientrato adesso, Hojlund ha saltato le ultime, se poi vogliamo far diventare il Napoli un bersaglio…

Però la domanda è figlio di un risultato clamorosamente negativo, i sei gol dal Psv, era un campanello d’allarme…

«Gli interrogativi ci sono e ci saranno, dall’inizio della stagione dico che sarà una stagione complessa e ho spiegato i motivi. Con gli infortuni sarà ancora più complessa. La sconfitta col Psv ci ha fatto incazzare. Col City fummo bravi a evitare la goleada, poi l’abbiamo presa col Psv, questo non deve accadere, la testa non va mai persa. Nelle cadute bisogna essere bravi a imparare, a cercare di capire, mai perdere lo spirito che ci ha contraddistinto. Oggi abbiamo vinto contro una squadra fortissima, la più forte del campionato, che in questi anni poteva vincere qualcosina in più, veniva da sette vittorie di fila. Se la rigiochi, non so cosa possa accadere. Noi siamo stati bravi. Oggi loro sono venuti qui per ammazzarci sportivamente. Lo avrei fatto anche io. Si poteva perdere oggi ma non in una brutta maniera Siamo riusciti a vincer, a rendere orgogliosi i nostri tifosi che devono credere in noi, i calciatori daranno tutto per la maglia finché ci sarò io, siamo pronti a sputare sangue per la maglia del Napoli».

McTominay su Barella, Neres li ha messi in difficoltà.

«Quindi la mia è stata una grande mossa? (dice sarcastico). Anche Jesus a destra. Noi allenatori siamo spesso criticati, quando per fortuna riesci ad azzeccare le mosse… È stata una scelta felice viste le caratteristiche dei calciatori dell’Inter. Lucca tra Bastoni Acerbi e Akanji sarebbe stato come offrirgli un piatto…, un calciatore con le caratteristiche di Neres ha scompaginato i piani. Juan Jesus a destra, abbiamo avuto grandi risposte dai vecchi e dai nuovi, ci dobbiamo integrare. Lo spirito di squadra dovrà essere sempre al centro di tutto. Di individualismi ed egoismi non me ne frega niente, sennò restano fuori squadra. Questo è il messaggio. Per raggiungere l’obiettivo che fa felice il presidente, conquistare la Champions l’anno prossimo.

 

 

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Fiorentina-Milan 1-1: la Viola si ferma al palo | Le pagelle viola

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Termina in parità Fiorentina-Milan: per la squadra di Vanoli un solo punto dopo aver sfiorato una meritata vittoria.

Dal punto di vista del gioco le due squadre si sono divise la posta, nel primo tempo si è fatto preferire il Milan, la Fiorentina nella ripresa.

Altri evidenti segnali di crescita per la squadra di Vanoli che ha tenuto testa ad una squadra in lotta per lo scudetto giocando ad armi pari e credendoci maggiormente alla vittoria.

Dopo il vantaggio meritato di Comuzzo a metà secondo tempo, è stato Nkuku a pareggiare i conti all’89’. Nel lungo recupero però la Viola ha avuto due occasionissime, una con Brescianini che ha colpito una clamorosa traversa a Magnan battuto e pochi istanti dopo il portierone francese è stato decisivo in uscita su Kean.

Fiorentina-Milan: le pagelle viola

PIETRO COMUZZO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

DE GEA 6 – Viene impegnato in maniera seria da Pulisic nel primo tempo, poi deve fare amministrazione sugli errori rossoneri. Comunque sembra più sereno a qualche tempo fa. Sul gol non può fare nulla.

DODÒ 6,5 – Inesauribile per tutta la gara, si propone in avanti e fa qualche buona chiusura dietro. Sembra un altro giocatore rispetto ai primi mesi.

COMUZZO 6,5 – Poteva essere la sua grande serata, purtroppo Nkunku che lo tiene lontano lo beffa nel finale. Con Fullkrug gara pari, ma il mastino friulano è più che attento.

PONGRACIC 6 – Anche lui nel finale non riesce a leggere completamente l’azione rossonera, per il resto un’ottima prova: intensa e preciso.

GOSENS 7 – Il tedesco è forse il miglior acquisto del periodo. Lo sappiamo che la sua efficacia è maggiormente nell’area avversaria con la sua capacità d’inserimento, ma oggi si fa positivamente notare anche davanti a De Gea.

Dal 36’st RANIERI – S.v.

MANDRAGORA 5,5 – Davanti all’imberbe centrocampo rossonero titolare di oggi potrebbe fare di più, lo si vede poco in entrambe le fasi.

Dal 20’st BRESCIANINI 6 – Dopo pochi istanti dalla sua entrata ha un tiro goloso che spara in Ferrovia, sfortunatissimo nel finale quando colpisce una clamorosa traversa.

FAGIOLI 7 – Altra prova da leader: entra lentamente in gioco dedicandosi all’inizio alla marcatura di Ricci. Poi evidenzia maggiormente il proprio talento.

NDOUR 6,5 – Conosciamo pregi e difetti. Oggi però si esaltano le sue capacità di copertura su Loftus-Cheek, si propone anche con continuità e va due volte ad impensierire Magnan.

Dal 45’st SOHM – S.v.

PARISI 6 – Volontà tanta, confusione tanta. Troppe volte a testa bassa e non la rialza più, ma averne giocatori di cuore come Fabiano…

Dal 36’st FORTINI – S.v.

KEAN 6 – Ha sono un’occasione in pieno recupero e la spreca. Per il resto una partita sporca per essere utile alla squadra e ci riesce sempre a dare il suo contributo.

GUDMUNDSSON 6,5 – Primo tempo da protagonista, ripresa un po’ meno anche se da un suo angolo nasce il gol di Comuzzo: anche l’islandese ha trovato la continuità per essere un faro per la rincorsa viola alla salvezza.

Dal 36’st SOLOMON – S.v.

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Hellas Verona-Lazio, le formazioni ufficiali

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A pochi minuti dal fischio d’inizio di Hellas Verona-Lazio, sono state diramate le formazioni ufficiali che scenderanno in campo al Bentegodi alle 18.

Alle 18 il Bentegodi sarà teatro di una sfida pesantissima per Hellas Verona e Lazio, a caccia del primo successo del 2026, fondamentale per dare una svolta alle rispettive ambizioni. I gialloblù arrivano dal pareggio convincente sul campo del Napoli e, con una vittoria, aggancerebbero il Genoa in classifica. I biancocelesti, invece, reduci da quattro partite senza successi, non possono più permettersi passi falsi: servono i tre punti per restare agganciati al treno europeo.

Hellas Verona-Lazio

MATTIA ZACCAGNI E GIOVANE SANTANA DO NASCIMENTO IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Hellas Verona-Lazio, le formazioni ufficiali

Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Valentini, Nelsson, Bella-Kotchap; Bradaric, Niasse, Gagliardini, Bernede, Frese; Giovane, Orban. All. Zanetti

Lazio(4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Cataldi, Vecino, Taylor; Isaksen, Noslin, Cancellieri. All. Sarri

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Juventus, Spalletti: “Stiamo crescendo. Nicola allenatore che conosce bene il mestiere. David mi aspetto che cresca ancora”

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Juventus

Il tecnico della Juventus Luciano Spalletti presenta in conferenza stampa la gara di campionato contro la Cremonese, in programma domani sera all’Allianz Stadium.

Juventus, Spalletti in conferenza stampa

La Cremonese fu la sua prima partita con la Juve. In cosa è migliorata la sua squadra?

“Siamo cresciuti molto, ma ne vanno migliorate altre che fanno parte del calcio attuale, innanzitutto la riconquista della palla persa, è qualcosa che ci darebbe più sicurezza. Inoltre, con tutte queste pressioni, ci sono più duelli da cui bisogna uscire vincitori. La nostra visione è da approfondire”.

Obiettivi futuri.

“Le sensazioni si abbinano a un modo di lavorare e di essere. Il mio essere allenatore di calcio mi comporta un tour del sentimento, perché a me piace fare questo lavoro. Le sensazioni sono sempre le stesse quando sono in un club, quando vedo che i giocatori rispondono agli stimoli. Siamo sulla buona strada, ma serve farlo sempre. Dobbiamo andare senza indugi e timori nella trequarti avversaria. Dovremo farlo anche contro la Cremonese, contro un allenatore capace. Quando vedo le squadre di Nicola, vedo un allenatore che conosce bene il mestiere. Ha fatto bene ovunque, è un pericolo in più”.

Gennaio.

“Ti frega pensare che ci sono partite che possono essere vinte più facilmente. Ora tornano anche le coppe e ci sono più impegni da gestire, in cui rimanere sempre accesi e non abbassare mai la tensione. Ogni squadra ha potenzialità superiori alla propria posizione in classifica. Siamo noi a dover andare verso la vittoria, non viceversa. Pensiamo una partita alla volta”.

Crescita.

“Facendo questo lavoro si cerca il piacere e il piacere arriva trovando dei risultati. Questi dipendono dai giocatori, dalla loro disponibilità. Ho a che fare con calciatori forti, con un gruppo umile che sa stare dentro una squadra. L’individualità viene fuori nel contesto squadra, non è l’individualità a dare qualcosa in più alla squadra. Dobbiamo mantenere il livello e il ritmo delle ultime partite. Serve fare come la Ferrari, usare il campo fino ai cordoli, a volte non lo usiamo tutto”.

David.

Juventus

LA GRINTA DI JONATHAN DAVID ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

“Sì, è un’iniezione di fiducia. Ha giocato una grande partita e mi aspetto che continui a crescere. Fa molti metri, lega con i compagni e tatticamente ti crea dei vuoti dove i centrocampisti si vanno a inserire, come nel gol di Miretti col Sassuolo. Crea lo zero in avanti che va colmato con altri calciatori. Ha una buona intesa e domani gli si darà fiducia ancora”.

Polemiche con alcuni giornalisti.

“Mi è sembrato tutto molto esagerato. Volevo solo rispondere a chi aveva sostenuto che mancasse una gestione. Per capire alcune situazioni bisogna essere addetti ai lavori e aver vissuto certe dinamiche. Ho l’impressione che a volte non si voglia solo commentare il campo, ma anche andare oltre. Io ho quattro ottimi professionisti che in settimana mi fanno la sintesi di quello che avviene. Io non vado contro qualcuno per antipatia, rispondo solo a chi sostiene più volte che non sono vere. Poi arriva la chiamata alle armi per difendere le categorie, mio fratello mi diceva sempre che se dici quello che pensi crei i presupposti per un reale chiarimento”.

Corsa Scudetto.

“Non lo so, c’è tanta strada da percorrere. Ci sono molte partite, eventuali situazioni che possono mettersi di traverso. Meglio pensare partita dopo partita, più avanti vedremo”.

Chiesa.

“Chiesa è un calciatore che salta l’uomo, che crea scompiglio. Forse dovrebbe farlo più spesso ed è quello che credo gli si contesta. Si tratta però di un giocatore di un’altra squadra che noi non abbiamo più nella nostra”.

A questa squadra manca qualcosa sui calci piazzati?

“Ci lavoriamo parecchio, credo che a breve si riesca a fare anche gol. Ci vedo però un’attenzione che mi fa ben sperare”.

Le sta piacendo la crescita della fase difensiva?

“Mi piace, perchè la miglior fase difensiva è quando abbiamo palla noi. Se è nostra, gli altri non possono farci male. Sono contento che la squadra abbia voglia di fare la partita, di creare un possesso palla non sterile ma finalizzato a creare occasioni. Non è questione di percentuale, quello che conta oggi è il possesso del campo, non i minuti in cui tieni palla”.

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