Serie A
Pisa-Fiorentina 0-0: il VAR salva la Viola | Le pagelle gigliate
Termina in parità a reti bianche l’attesissimo derby Pisa-Fiorentina, la squadra di Pioli non riesce a vincere in campionato.
Un’altra prova non troppo convincente per la Fiorentina di Stefano Pioli, a lunghi tratti in difficoltà contro un Pisa ben messo in campo e aggressivo da parte di Alberto Gilardino.
Tanta elettricità e agonismo in mezzo al campo, ma i portieri non devono compiere parate importante. Nella seconda metà della ripresa la Fiorentina viene graziata dal VAR: Meister al 71′ aveva trovato il gol dell’anno, ma un lieve tocco di mano inficia tutta l’azione. Poco dopo un tocco di mano in area di Pongracic non viene ritenuto da punire da parte del VAR.
Per i viola, Kean va più volte vicino al gol, due gol giustamente annullati per fuorigioco, ma in pieno recupero spreca un’occasionissima.
Pisa-Fiorentina: le pagelle viola

Moise Kean ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
DE GEA 6 – Una sufficienza perché nelle occasionissime pisane avrebbe potuto nulla. Fortunato per il gol annullato a Meister e tiene la porta inviolata. Unica soddisfazione.
PONGRACIC 5,5 – Cresce un po’ nella ripresa, soffre abbastanza i movimenti di Nzola nella prima parte. Graziato dal VAR nel secondo tempo.
PABLO MARÌ 6 – Chiamato a dirigere la difesa, sembra il più lucido della compagnia.
RANIERI 5,5 – Gara in affanno, come tutta la squadra. L’ex compagno Nzola lo sovrasta nel primo tempo, fortuna che la palla sbatte sulla traversa.
DODÒ 4,5 – L’unico merito di giornata è una bella azione a metà primo tempo. Poi sbaglia quasi tutto: cross, tempi di inserimenti e difesa della sua zona.
MANDRAGORA 5,5 – Il pressing e la corsa degli avversari lo mettono in difficoltà. Viene liberato per un tiro dal limite dell’area, manda malamente in curva.
NICOLUSSI CAVIGLIA 5,5 – Come sopra, il pressing non gli permette di ragionare troppo. Deve giocare più di sciabola che di fioretto. Alterna qualche buona giocata a momenti di difficoltà.
Dal 34’st SOHM sv –
GOSENS 5,5 – L’avvio di stagione lo rende irriconoscibile rispetto al giocatore sempre decisivo della scorsa stagione. Tanta difficoltà e un brutto colpo subito.
FAZZINI 5,5 – Gioca da trequartista insieme a Gudmundsson dietro a Kean. Si accende a sprazzi e sono i pochi momenti virtuosi della gara dei viola.
Dal 42’st DZEKO – S.v.
GUDMUNDSSON 5 – Altra prestazione anonima. Non trova spazi e non riesce ad accendersi. La Fiorentina si aspetta la sua qualità: fino a quando?
Dal 29’st PICCOLI 6 – Aspetta palloni in area, ma ne arrivano pochissimo. Lui ne dà nel finale uno a Kean, ma lo spreca.
KEAN 5,5 Da solo contro la difesa avversaria si trova meglio rispetto ad avere un’altra punta a fianco. Si crea delle occasioni ma le sbaglia, nel finale potrebbe fare molto meglio.
Serie A
Roma, Ghilardi sempre più un titolare
La Roma si gode la grande crescita di Daniele Ghilardi. Il difensore italiano, dopo mesi di ambientamento, ha ormai raggiunto il livello dei titolari.
Le sorti di Ghilardi alla Roma sono cambiate in poco più di due mesi. Il difensore classe 2003, dopo un avvio in sordina, ha avuto una crescita costante. Il tecnico Gasperini, da sempre molto attento allo sviluppo dei giovani, è andato molto cauto con l’inserimento del difensore arrivato in estate dall’Hellas Verona. Fino a dicembre Ghilardi è stato utilizzato con il contagocce, sia in campionato che in Europa. Tanto che probabilmente molti tifosi si stessero chiedendo il perché del suo acquisto. Nel frattempo Ghilardi ha avuto modo di apprendere i compiti richiesti dal tecnico, e di osservare da vicino i suoi compagni di reparto più esperti Hermoso e Mancini.
Roma, Ghilardi da oggetto misterioso a risorsa: tutto passando per Cagliari

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Adesso il il numero 87 giallorosso è di fatto uno dei titolari della retroguardia della Roma, e anche nella gara di ieri contro il Cagliari è stato ancora una volta perfetto. Proprio dalla gara di andata contro i rossoblù è iniziato il percorso di crescita di Ghilardi. Nella gara di andata, giocata in Sardegna, Ghilardi fu mandato in campo in una situazione di emergenza, con i giallorossi in 10 uomini. Venne impiegato fuori ruolo, da esterno a sinistra, e fu protagonista in negativo nel decisivo gol di Gaetano, che condannò i giallorossi alla sconfitta.
Poco più di due mesi dopo la situazione è completamente diversa. Ora Ghilardi è stabilmente nelle rotazioni giallorosse, e di partita in partita si sta dimostrando sempre più attento in difesa, concentrato, e molto efficace nelle sortite offensive richieste dal Gasp. Arrivato nella Capitale dall’Hellas Verona con la formula del prestito, i giallorossi sono già convinti al 100% di esercitare il suo riscatto. La Roma è pronta a spendere 9 milioni di euro per il centrale classe 2003.
Serie A
Atalanta, l’Atlético Madrid vuole Ederson per l’estate!
L’Atlético Madrid avrebbe intenzione di rinforzare il proprio centrocampo con l’acquisto di Ederson dall’Atalanta.

Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Atalanta, Ederson segue Lookman in Spagna?
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Atlético Madrid avrebbe intenzione di acquistare Ederson. L’Atalanta non avrebbe intenzione di cederlo, ma si tratta comunque di una possibilità concreta quella che porta l’ex Salernitana fuori dall’Italia. Il centrocampista brasiliano potrebbe trasferirsi in Spagna, dopo svariate stagioni in nerazzurro.
Ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello nel corso degli ultimi anni, dunque non sorprende l’interesse di un club come quello dei colchoneros. Potrebbe dunque seguire il suo ex compagno di squadra, Ademola Lookman e proseguire la propria carriera a Madrid.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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