Serie A
Udinese, Runjaic: “Noi dobbiamo trarre insegnamenti da queste gare, il modulo non era nuovo”
Il tecnico dell’Udinese Kosta Runjaic ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match perso 3 a 0 contro il Milan stasera.
Il tecnico dell’Udinese Kosta Runjaic ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match perso 3 a 0 contro il Milan stasera. Tra i temi affrontati, la partita contro i rossoneri, l’inserimento di Zaniolo in squadra e il modulo adottato stasera.

Kosta Runjaić ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Udinese, Runjaic: “Anche con la difesa a 3 avevamo concesso qualcosa agli avversari”
Il tecnico dell’Udinese Kosta Runjaic ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match perso 3 a 0 contro il Milan stasera. Tra i temi affrontati, la partita contro i rossoneri, l’inserimento di Zaniolo in squadra e il modulo adottato stasera.
Il match:
“Faccio i complimenti al Milan, se continueranno così arriveranno in alto in Serie A. Noi dobbiamo trarre insegnamenti da queste gare, il modulo non era nuovo, ci abbiamo giocato spesso, anche in amichevole, con questo modulo. Anche con la difesa a 3 avevamo concesso qualcosa agli avversari, gli errori non dipendono solo dal sistema di gioco, ma anche dall’interpretazione dello stesso da parte dei giocatori. Abbiamo commesso ingenuità individualità, nel primo gol c’è un’ingenuità di Ehizibue, contro il Milan è facile essere puniti. Il 2-0 arriva subito, il Milan sappiamo che è compatto e disciplinato ed è molto esperto””.
A che punto è l’inserimento di Zaniolo?
“Sicuramente non è facile subentrare in una gara del genere, ha bisogno di giocare e allenarsi, proviene da un campionato che non è così intenso e non ha giocato tanto negli ultimi mesi. Gli daremo tempo, vedremo quando arriverà al 100%, dobbiamo testare e capire quale sia il suo top con il passare del tempo. Noi vogliamo giocare in modo intenso, anche lui lo vuole, quando sarà integrato e al top sicuramente potrà darci un grande contributo. Abbiamo già visto in allenamento cosa può dare, gli va dato tempo, vi sono molti ragazzi arrivati all’ultimo, purtroppo adesso non si possono giocare amichevoli per fare dei test, martedì abbiamo un’altra partita e faremo giocare qualche ragazzo per dargli minuti”.
Il modulo inizialmente è parso anche giusto, cos’è mancato poi?
“Abbiamo perso dei duelli, rivedrò la partita per dare un giudizio definitivo, chiaramente ora siamo tutti delusi dopo una sconfitta del genere in casa. Non mi aspettavo certi errori, Ekkelenkamp correva in profondità e Rabiot da dietro gli rubava il pallone, situazioni leggibili, poi chiaramente Rabiot è un ragazzo che in carriera ha fatto tanto, però abbiamo perso tanti palloni banali. Il Milan comunque ha grande qualità, giocano bene, sono capaci di sfruttare gli errori degli avversari, magari ci è mancata un po’ di energia, un po’ di determinazione, Atta come altri si è nascosto un po’ nel primo tempo, Iker Bravo è un ragazzo di 20 anni che si ritrovava contro difensori internazionali, non è riuscito a tenere qualche pallone, ci sono alcune cose che non hanno funzionato. Sono il responsabile, ho preso le decisioni, ero convinto che con un difensore in meno e un centrocampista in più potevamo gestirla meglio, il Milan gioca con una punta e poi ti dà pochi riferimenti. Oggi il problema non è stato il sistema di gioco, l’energia che è mancata e la qualità del Milan che è stato più forte di noi. Subendo il secondo gol così diventa difficile, abbiamo staccato la spina. Il Milan in questo avvio di stagione ha subito gol solo da palla inattiva, sono molto aggressivi. Dobbiamo accettare il risultato, se alla lunga si difende e basta contro il Milan si perde”.
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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