Serie A
Milan, Allegri: “Molto contento della rosa. Leao assente domani e a Udine”
Il tecnico del Milan, Massimiliano Allegri, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del primo big match della stagione, contro il Bologna di Italiano.
Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del primo big match del campionato contro il Bologna di Italiano. Inizio strozzato per i rossoneri che hanno dovuto capitolare la prima in casa contro la Cremonese.
Sarà anche un rivincita per il Diavolo dopo la sconfitta subita in finale di Coppa Italia qualche mese fa proprio dal club felsineo.

CHRISTIAN PULISIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Milan, le parole di Allegri
Domani partita che va vinta…
“Oggi praticamente inizia la stagione. Domani affrontiamo il Bologna che non è più una rivelazione del campionato, ma è abituata a stare in alto in classifica. Ha grande velocità, grande tecnica, danno grande intensità. Abbiamo perso la prima in casa, non facendo neanche una brutta partita ma prendendo due gol evitabili, ma domani bisognerà fare meglio”.
Ritieni la squadra pronta?
“Non lo so, ma domani giochiamo e bisogna vincere. Sono arrivati tre giocatori nuovi e sono molto contento della rosa che ho a disposizione; la società ha fattop un buon lavoro, c’è un buon mix tra giovani e esperti. Abbiamo in testa tutti che sarà un percorso difficile: obiettivo tornare in Champions”.
Punto infortunati.
“Leao ha un problema al soleo, che è un muscolo molto pericoloso. Non ci sarà domani, non ci sarà neanche a Udine molto probabilmente. Estupinan sta bene, Pulisic non ha nessun problema alla mano e sta bene”
La rosa è sufficiente?
“C’è il numero giusto per poter affrontare questa stagione: ci sono 19 giocatori di movimento più i ragazzi dell’under 23”.
Rabiot è pronto?
“Via messaggio ci siamo scritti a inizio giugno, ma poi non l’ho più sentito prima del trasferimento. Sta bene fisicamente. Nkunku è quello più indietro fisicamente, perché col Chelsea non si allenava col gruppo; credo che ha 25-30 minuti nelle gambe. Rabiot devo valutare tra oggi e domani la situazione. C’è Nkunku a mezzo servizio, Balentien che ha un buon piglio ed è smaliziato, Gimenez è rientrato bene dalla nazionale; non scordiamoci che il messicano è arrivato a stagione in corso l’anno scorso e serve adattamento: credo che quest’anno farà una ottima stagione”.
È il Milan che ha in testa?
“La cosa che mi piace molto, e di cui sono contento, è che stiamo lavorando bene e che c’è grande partecipazione da parte dei ragazzi: hanno voglia di lavorare e di migliorare. Le stagioni si decidono da marzo a maggio e noi a marzo dovremmo avere la forza di essere in una condizione ottimale per giocarci le nostre chance. Con grande equilibrio, senza esaltarsi o deprimersi. Poi il jolly con la Cremonese ce lo siamo già giocato…”.
La partita di domani chiude il cerchio con lo scorso anno?
“Le cose fatte non si possono cambiare. Cerchiamo di guardare avanti”.
Questa squadra può reggere tre attaccanti e tre centrocampisti?
“Dipende dai momenti, dalla disponibilità che mi danno i giocatori, dalla condizione fisica. L’importante è che la squadra capisca i momenti della partita. Avere una squadra che capisce i momenti della partita credo sia un bel vantaggio”.
In molti dicono che con Vlahovic sarebbe arrivato sicuro tra le prime quattro. Con Nkunku e Gimenez, invece?
“A me viene da sorridere quando si dice che con quello si vince e con quell’altro no… Nel calcio ci sono troppe variabili, bisogna essere bravi a gestire l’imprevisto. Non si può dire che con uno si vince e l’altro si perde, l’imprevisto è dietro l’angolo. Possiamo solo lavorare con grande passione per cercare di creare i presupposti per poter vincere partite. Il resto sono chiacchiere simpatiche da sentire. Di sicuro non c’è niente, di sicuro c’è solo che bisogna lavorare. Il resto sono solo chiacchiere”.
Sulla possibilità che Milan-Como si giochi a Perth…
“Ci sono gli organi di competenza che decidono queste cose. Piaccia o non piaccia ci sono cambiamenti in tutti gli sport, bisogna accettare e gestire il momento e far sì che le cose vadano bene lo stesso. Se ci dicono di andare a Perth andremo a Perth, se si gioca in Italia giocheremo in Italia”.
Che impressione ha avuto da Nkunku?
“Quelli bravi si vedono subito e Nkunku sa fare le cose molto bene, deve solo trovare una condizione ottimale. Con Leao? Vedremo”.
Pulisic può essere il sesto uomo?
“Nel calcio ora si gioca in 15 e le cinque sostituzioni diventano determinanti. I cambi sono più determinanti dei titolari, perché nell’ultima mezzora le partite cambiano”.
Col cavallo Rabiot il Milan resta da piazzamento o punta alla vittoria?
“La società è stata molto brava a cogliere l’occasione. Giocatori come Nkunku, Estupinan, come tutti quelli che sono arrivati hanno alzato il livello della squadra. Bisogna lavorare e vedere in che posizione saremo a marzo. Dobbiamo lavorare con serenità e fiducia per arrivare passo dopo passo all’obiettivo, che non si decide in una partita. Dobbiamo creare le basi per far sì che quando ci saranno le partite decisive noi dobbiamo essere dentro le partite decisive. Dobbiamo avere le spalle larghe perché ci saranno momenti difficili. Non è che la squadra è migliore se vince o peggiora se perde, i valori dei giocatori sono quelli. Va trovata una coesione di squadra, con 10 giocatori nuovi… Più giocano insieme e più crescono e su questo sono molto fiducioso”.
È soddisfatto della crescita della difesa?
“Sono molto contento dell’arrivo di De Winter. Il problema della difesa è che tutta la squadra deve comportarsi in un certo modo. I difensori singolarmente stanno crescendo. Poi la cosa più importante è che tutti abbiano la voglia di migliorarsi, mettendosi in discussione tutti i giorni”.
Gimenez e Leao possono fare 20 gol?
“Non lo so, ma tutti devono avere l’ambizione e la determinazione di fare quei gol. Loftus-Cheek pure, non può non fare gol. Rabiot ne ha promessi 10? Io spero ne faccia 8”.
Athekame e Odogu?
“Odogu si è presentato molto sveglio e ricettivo. Athekame è di assoluta affidabilità. Se domani decidessi di farlo giocare sono sicuro che farebbe un’ottima partita”.
Che impronta vuole?
“Non è una questione di moduli, ma di caratteristiche di giocatori. Poi io semplifico, anche se poi quando dico semplifico, qualcuno… Però bisogna fare gol e non prenderli”.
Come vede Ricci?
“Sono molto contento di Ricci. L’ho visto cresciuto fisicamente, ha una gamba più forte e più bella rispetto all’inizio. Sta facendo un percorso di crescita e sono molto contento”.
Statisticamente, il Milan ha fatto bene nelle prime due partite…
“Manca tanto, c’è da lavorare tanto. A Lecce non abbiamo subito gol, ma abbiamo subito situazione evitabili e i ragazzi lo sanno. Poi che dobbiamo alzare la percentuale realizzativa sì, ma anche questo lo sappiamo”.
Ora si dice che la pressione è tutta su Allegri…
“È normale che ce l’abbia: sono l’allenatore del Milan. La cosa più importante è lavorare per il club e tutti devono lavorare in questa direzione”.
Serie A
Roma, Ghilardi sempre più un titolare
La Roma si gode la grande crescita di Daniele Ghilardi. Il difensore italiano, dopo mesi di ambientamento, ha ormai raggiunto il livello dei titolari.
Le sorti di Ghilardi alla Roma sono cambiate in poco più di due mesi. Il difensore classe 2003, dopo un avvio in sordina, ha avuto una crescita costante. Il tecnico Gasperini, da sempre molto attento allo sviluppo dei giovani, è andato molto cauto con l’inserimento del difensore arrivato in estate dall’Hellas Verona. Fino a dicembre Ghilardi è stato utilizzato con il contagocce, sia in campionato che in Europa. Tanto che probabilmente molti tifosi si stessero chiedendo il perché del suo acquisto. Nel frattempo Ghilardi ha avuto modo di apprendere i compiti richiesti dal tecnico, e di osservare da vicino i suoi compagni di reparto più esperti Hermoso e Mancini.
Roma, Ghilardi da oggetto misterioso a risorsa: tutto passando per Cagliari

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Adesso il il numero 87 giallorosso è di fatto uno dei titolari della retroguardia della Roma, e anche nella gara di ieri contro il Cagliari è stato ancora una volta perfetto. Proprio dalla gara di andata contro i rossoblù è iniziato il percorso di crescita di Ghilardi. Nella gara di andata, giocata in Sardegna, Ghilardi fu mandato in campo in una situazione di emergenza, con i giallorossi in 10 uomini. Venne impiegato fuori ruolo, da esterno a sinistra, e fu protagonista in negativo nel decisivo gol di Gaetano, che condannò i giallorossi alla sconfitta.
Poco più di due mesi dopo la situazione è completamente diversa. Ora Ghilardi è stabilmente nelle rotazioni giallorosse, e di partita in partita si sta dimostrando sempre più attento in difesa, concentrato, e molto efficace nelle sortite offensive richieste dal Gasp. Arrivato nella Capitale dall’Hellas Verona con la formula del prestito, i giallorossi sono già convinti al 100% di esercitare il suo riscatto. La Roma è pronta a spendere 9 milioni di euro per il centrale classe 2003.
Serie A
Atalanta, l’Atlético Madrid vuole Ederson per l’estate!
L’Atlético Madrid avrebbe intenzione di rinforzare il proprio centrocampo con l’acquisto di Ederson dall’Atalanta.

Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Atalanta, Ederson segue Lookman in Spagna?
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Atlético Madrid avrebbe intenzione di acquistare Ederson. L’Atalanta non avrebbe intenzione di cederlo, ma si tratta comunque di una possibilità concreta quella che porta l’ex Salernitana fuori dall’Italia. Il centrocampista brasiliano potrebbe trasferirsi in Spagna, dopo svariate stagioni in nerazzurro.
Ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello nel corso degli ultimi anni, dunque non sorprende l’interesse di un club come quello dei colchoneros. Potrebbe dunque seguire il suo ex compagno di squadra, Ademola Lookman e proseguire la propria carriera a Madrid.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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