Focus
Napoli, McTominay da record al debutto in Serie A
Il Napoli si gioca lo scudetto nelle ultime due giornate e Conte punta tutto sui suoi leader, con McTominay sempre più protagonista.
Il Napoli si gioca tutto nei prossimi 180 minuti: due vittorie vorrebbero dire scudetto. Ecco perché Antonio Conte, in questo finale di stagione, ha bisogno di tutti i suoi uomini, ma soprattutto che a salire in cattedra siano i leader tecnici della squadra.
Tra questi c’è ovviamente Scott McTominay. Anche contro il Genoa, nonostante il pareggio, lo scozzese è stato decisivo con due assist, dando continuità a un periodo straordinario, nel quale aveva già messo a segno due doppiette, contro Empoli e Torino, e il gol vittoria in casa del Monza.
Il centrocampista ex Manchester United sta vivendo una stagione da urlo e non è un caso se Conte lo considera ormai uno dei punti fermi della sua formazione.
Napoli, McTominay meglio di Kaká
I numeri parlano per lui. Come riportato da Transfermarkt, McTominay è il centrocampista che, nel 21° secolo, ha partecipato al maggior numero di gol nella sua stagione d’esordio in Serie A: 17 tra gol e assist (11 reti e 6 passaggi decisivi), alla pari con Hernanes nella stagione 2010/11.
Meglio anche di giocatori che centrocampisti lo erano solo sulla carta, come Kaká, Ilicic e Diego. Lo scozzese ha ancora due partite per staccare il Profeta e prendersi il primato assoluto in questa speciale classifica, ma soprattutto per provare a regalare al Napoli e a tutti i suoi tifosi un sogno tricolore che è davvero a un passo.
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Calciomercato
Roma, alla scoperta di Robinio Vaz: primo colpo di Massara
Appena un anno fa Robinio Vaz faceva il suo esordio al Marsiglia. Adesso il classe 2007 è pronto a sbarcare a Roma come rinforzo offensivo per Gasperini.
La Roma ha finalmente chiuso per l’arrivo del primo acquisto del proprio mercato invernale. Da tempo Gasperini chiedeva a gran voce innesti per il reparto avanzato, in grande difficoltà. L’innesto offensivo non sarà Jack Raspadori, il preferito dell’allenatore ma che ha scelto l’Atalanta, ma bensì Robinio Vaz dell’Olympique Marsiglia. Affare in dirittura d’arrivo con il club francese per un operazione, tra prestito e diritto di riscatto che può diventare obbligo, da 25 milioni di euro complessivi.
Roma, chi è Robinio Vaz

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Vaz è un attaccante molto talentuos0, classe 2007, che si è messo in mostra nell’OM di De Zerbi. Proprio al tecnico italiano il giovane centravanti deve l’esordio in prima squadra, arrivato in Coppa di Francia nel gennaio del 2025. Le caratteristiche migliori del ragazzo nato a Mantes-la-Jolie, periferia nord ovest di Parigi, sono la velocità e la capacità di giocare nello stretto. Il Marsiglia lo ha prelevato nell’estate del 2024 dalle giovanili del Sochaux.
In un anno ha raccolto 22 presenze con il Marsiglia tra tutte le competizioni, tra cui 4 gettoni in Champions League, mettendo a referto 4 gol e 3 assist. Quest’anno, sfruttando gli infortuni di Gouiri e Aubameyang è partito dal primo minuto al centro dell’attacco francese in 3 occasioni. Ma il più delle volte, come nella doppietta contro Angers, ha inciso di più partendo dalla panchina. Il tecnico lo stava inserendo con diligenza nel suo scacchiere, ma le difficoltà riscontrate dalla dirigenza sul fronte rinnovo hanno portato il club a valutare le offerte arrivate, tra cui quella della Roma.
Di conseguenza, sono emerse tensioni crescenti con la dirigenza, che hanno portato all’esclusione del giovane dalle ultime gare, durante le quali ha assistito dalla panchina alla vittoria contro il Monaco e alle sconfitte contro Nantes e PSG in Supercoppa. Nel frattempo, la Roma ha iniziato a muoversi, cercando di superare la concorrenza di squadre inglesi e tedesche per acquistare un ragazzo con buone potenzialità, ma ancora in fase di crescita.
Focus
La rinascita di Juan Jesus: da svincolato a leader del Napoli
Da svincolato a leader silenzioso: Juan Jesus ha ribaltato il suo destino in pochi anni, e ora è un pilastro del Napoli di Conte contro ogni previsione.
Probabilmente nessuno, nel 2021, alla fine della sua esperienza con la Roma, avrebbe immaginato Juan Jesus, quasi cinque anni dopo, protagonista a San Siro contro l’Inter da Campione d’Italia. D’altronde il difensore brasiliano, nelle sue stagioni tra Inter e Roma, era stato spesso sommerso dalle critiche e non aveva mai dato l’impressione di poter diventare un protagonista vero del nostro campionato.
In estate, però, arriva la chiamata di Spalletti per un Napoli ambizioso ma costretto a muoversi con attenzione sul mercato dopo il mancato accesso alla Champions. È proprio l’ex tecnico giallorosso a fare il suo nome, conoscendolo bene: colpo a zero, senza entusiasmare la piazza, ma con una logica precisa.

LA GRINTA DI JUAN JESUS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Juan Jesus, da alternativa a simbolo di affidabilità
Nel biennio di Spalletti, Juan Jesus si ritaglia subito un ruolo importante. Non è un titolare fisso, ma diventa un’alternativa affidabilissima alla coppia Rrahmani–Koulibaly prima e Rrahmani–Kim poi. Sempre pronto, sempre dentro la partita.
I tifosi lo ribattezzano “BatJuan”, lui risponde con prestazioni solide ed è parte integrante del tricolore che torna a Napoli dopo 33 anni. La società, soddisfatta, decide di confermarlo anche dopo l’addio di Spalletti, affidandolo a Rudi Garcia, che addirittura gli consegna la titolarità per accompagnare la crescita di Natan.
Quella stagione, però, è disastrosa per tutti, e anche Juan Jesus finisce nel mirino delle critiche. Sembra l’epilogo naturale della sua avventura in azzurro. E invece no.
Con l’arrivo di Antonio Conte cambia tutto. Si pensa che l’estate 2024 possa essere quella dell’addio, ma resta. E complice l’assenza prolungata di Buongiorno, diventa ancora una volta centrale nel sistema difensivo, contribuendo in maniera concreta alla solidità che porterà il Napoli al secondo scudetto in tre anni.
Quest’anno, nonostante una partenza complicata di tutta la squadra e una concorrenza rinforzata dagli arrivi di Beukema e Marianucci, Juan Jesus è diventato un leader vero.
Conte continua a puntare su di lui nei momenti chiave, come dimostrato nella Supercoppa vinta. Le prestazioni contro Milan, Bologna, Lazio e quella di ieri a San Siro contro l’Inter certificano una rinascita totale. Oggi è un pilastro, non più una semplice alternativa.
Il contratto è in scadenza e il Napoli sta già pensando al rinnovo. Le richieste non mancano, ma lui è stato chiarissimo: vuole chiudere la carriera in azzurro. E guardandolo oggi, con questa continuità e questa sicurezza, il ritiro sembra ancora lontano.
Chi l’avrebbe mai detto qualche anno fa.
Focus
Juventus, Mingueza stuzzica la dirigenza: i numeri del laterale
La Juventus ha intenzione di rinforzare la fascia destra e, un nome che stuzzica particolarmente la dirigenza bianconera, è quello di Óscar Mingueza del Celta Vigo.
Dopo l’esperienza vissuta con il Barcellona, il calciatore si è trasferito al Celta Vigo. I blaugrana vantano una percentuale sulla futura rivendita del 50% e, questo, potrebbe complicare molto un suo possibile trasferimento a gennaio.
Tuttavia a giugno il suo contratto scadrà e, questo, faciliterebbe molto l’approdo dell’esterno difensivo alla Juventus. In questo momento vanta 4 assist ed 1 gol in 22 presenze. Il suo stipendio è tutt’altro che proibitivo ed i numeri registrati nelle stagioni precedenti sono assolutamente incoraggianti. Sarebbe un acquisto molto intelligente se dovesse concretizzarsi.

KENAN YILDIZ IN AZIONE ( EMANUELE PENNACCHIO/KEYPRESS )
Juventus, i numeri di Mingueza
L’anno scorsa ha registrato 4 gol e 6 assist in 36 presenze, che si sono dimostrati fondamentali per far raggiungere al Celta Vigo la qualificazione in Europa League. Da quando si è trasferito nel club, ha trovato un gioco congeniale alle proprie caratteristiche.
Terzino destro ed esterno dotato di buona fisica (184cm) e velocità. È il 13⁰ giocatore nel proprio ruolo per possessi vinti, il 20⁰ per passaggi progressivi ed il 35⁰ per percentuale di duelli difensivi vinti tra i top 7 campionati in Europa.
7.09 passaggi progressivi a partita, 3.28 tiri a partita che portano alla creazione di azioni e grandissima versatilità, unita ad intelligenza tattica ed una certa propensione all’offensività.
Per Spalletti sarebbe un valore aggiunto importantissimo. Un calciatore che non porterebbe problemi nello spogliatoio, umile e cresciuto nel Barcellona. Con la palla tra i piedi può rivelarsi una piacevolissima sorpresa. Sarebbe un colpo a costo 0, intelligente, versatile e d’esperienza. Staremo a vedere cosa succederà nelle prossime settimane, ma che Mingueza meriti un palcoscenico più importante è certo.
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