Serie A
Lazio-Juventus 1997/98, quelle sviste arbitrali di Collina
Domani si gioca Lazio-Juventus, partita che era ovviamente una classica degli anni’90, quella che andiamo rivivere è quella della stagione 1997/98.
Domani si gioca Lazio-Juventus, partita che era una delle partite classiche degli anni ’90, andiamo rivivere quella della stagione 1997/98, giocatasi il 5 aprile 1998 allo Stadio Olimpico, che fu celebre per le sviste arbitrali del principe dei fischietti italiani, Pierluigi Collina.

Lazio-Juventus 1997/98, i bianconeri vinsero per 1 a 0 ma polemiche sull’arbitraggio di Collina a fine partita
Lazio-Juventus si gioca domani alle ore 18, oggi vale un posto in Champions League, ma negli anni ’90 valeva direttamente lo scudetto. Un match che andiamo rivivere è quello della stagione 1997/98, giocatosi all’Olimpico il 5 aprile 1998, conclusasi con la vittoria dei bianconeri per 1 a 0 con rete di Filippo Inzaghi . Ma questa partita non andrà alla storia per la rete decisiva di SuperPippo, ma bensì sull’arbitraggio del numero uno di allora degli arbitri italiani, Pierluigi Collina di Viareggio, con clamorose sviste arbitrali che diedero fuori alle consuete polemiche nel post-partita.
Il VAR era allora pura fantascienza futuristica, solo Aldo Biscardi nel suo processo ne invocava la sua applicazione, infatti proprio in una celebre trasmissione su TMC che il celebre giornalista fu quello che mise alla luce i clamorosi errori di Collina alla moviola, ma andiamo con ordine. La Lazio era in lotta per scudetto, Coppa Italia e Coppa UEFA, con una squadra che basta solo citare i nomi di Mancini, Nesta e Nedved per capire di cosa stiamo parlando. La Juventus, anch’essa in lotta su tre fronti, in quell’anno dovette faticare di più per vincere il tricolore per via che tra gli avversari c’era l’Inter di Ronaldo.
Il gol vittoria fu segnato dai bianconeri al 60’minuto da Inzaghi, ma fu contestato dai biancocelesti per una presunta posizione di fuorigioco (segnalata dal guardalinee) di Dimas al momento del guizzo dell’attaccante bianconero. Poi, l’altro errore contestato dalla squadra di Eriksson fu un presunto mani in area di rigore di Iuliano su uno scontro aereo con Boksic, rigore non dato. Infine, l’espulsione di Nedved che secondo molti era decisamente troppo eccessiva.
Ovviamente, come detto, polemiche fine gara ad ancora titoli dei quotidiani il giorno dopo sui bianc0neri favoriti dagli arbitraggi e dubbi sulla regolarità del torneo, Certamente, oggi con il VAR molte di queste cose si sarebbero evitate, ma certamente un arbitraggio così dal numero uno dei fischietti di allora lascia ancora qualche perplessità tuttora nelle menti dei tifosi laziali.
Serie A
Roma, Ghilardi sempre più un titolare
La Roma si gode la grande crescita di Daniele Ghilardi. Il difensore italiano, dopo mesi di ambientamento, ha ormai raggiunto il livello dei titolari.
Le sorti di Ghilardi alla Roma sono cambiate in poco più di due mesi. Il difensore classe 2003, dopo un avvio in sordina, ha avuto una crescita costante. Il tecnico Gasperini, da sempre molto attento allo sviluppo dei giovani, è andato molto cauto con l’inserimento del difensore arrivato in estate dall’Hellas Verona. Fino a dicembre Ghilardi è stato utilizzato con il contagocce, sia in campionato che in Europa. Tanto che probabilmente molti tifosi si stessero chiedendo il perché del suo acquisto. Nel frattempo Ghilardi ha avuto modo di apprendere i compiti richiesti dal tecnico, e di osservare da vicino i suoi compagni di reparto più esperti Hermoso e Mancini.
Roma, Ghilardi da oggetto misterioso a risorsa: tutto passando per Cagliari

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Adesso il il numero 87 giallorosso è di fatto uno dei titolari della retroguardia della Roma, e anche nella gara di ieri contro il Cagliari è stato ancora una volta perfetto. Proprio dalla gara di andata contro i rossoblù è iniziato il percorso di crescita di Ghilardi. Nella gara di andata, giocata in Sardegna, Ghilardi fu mandato in campo in una situazione di emergenza, con i giallorossi in 10 uomini. Venne impiegato fuori ruolo, da esterno a sinistra, e fu protagonista in negativo nel decisivo gol di Gaetano, che condannò i giallorossi alla sconfitta.
Poco più di due mesi dopo la situazione è completamente diversa. Ora Ghilardi è stabilmente nelle rotazioni giallorosse, e di partita in partita si sta dimostrando sempre più attento in difesa, concentrato, e molto efficace nelle sortite offensive richieste dal Gasp. Arrivato nella Capitale dall’Hellas Verona con la formula del prestito, i giallorossi sono già convinti al 100% di esercitare il suo riscatto. La Roma è pronta a spendere 9 milioni di euro per il centrale classe 2003.
Serie A
Atalanta, l’Atlético Madrid vuole Ederson per l’estate!
L’Atlético Madrid avrebbe intenzione di rinforzare il proprio centrocampo con l’acquisto di Ederson dall’Atalanta.

Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Atalanta, Ederson segue Lookman in Spagna?
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Atlético Madrid avrebbe intenzione di acquistare Ederson. L’Atalanta non avrebbe intenzione di cederlo, ma si tratta comunque di una possibilità concreta quella che porta l’ex Salernitana fuori dall’Italia. Il centrocampista brasiliano potrebbe trasferirsi in Spagna, dopo svariate stagioni in nerazzurro.
Ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello nel corso degli ultimi anni, dunque non sorprende l’interesse di un club come quello dei colchoneros. Potrebbe dunque seguire il suo ex compagno di squadra, Ademola Lookman e proseguire la propria carriera a Madrid.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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