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Serie A, quale proprietà spende di più? Dominio dei Friedkin

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Everton

Calcio e Finanza ha stilato una classifica tra le proprietà di club di Serie A che hanno speso di più dal 2020 ad oggi. Al primo posto c’è la Roma.

Nel calcio italiano stiamo assistendo col passare degli anni alla drastica diminuzione delle proprietà italiane, che strozzate dai debiti e con l’acqua alla gola sono costrette a liberarsi di un peso.

Serie A, chi spende di più? La classifica di Sponsorizzazioni e Versamenti

A capeggiare questa speciale classifica è la Roma della famiglia Friedkin, che in questi 5 anni ha fatto registrare numeri da capogiro. Sono infatti oltre 700 i milioni versati per mantenere alti gli standard e tenere il passo delle grandi.

Al secondo posto, ma a distanza siderale dal 1°, c’è la Juventus (attualmente controllata per il 65,4 % da EXOR) che, considerando anche gli ultimi anni della presidenza di Andrea Agnelli, ha totalizzato un versamento totale di 383 milioni di euro comprese le sponsorizzazioni.

In terza posizione c’è la prima sorpresa di questa classifica, ovvero il Parma di Krause (detentore del 90% delle quote del club dal 18 Settembre 2020). Il gruppo statunitense finora ha investito quasi 300 milioni all’interno della società gialloblu, ottenendo una promozione in Serie A.

Juventus, Andrea Agnelli serie a - Depositphotos

Andrea Agnelli, ex Presidente della Juventus

Appena sotto il podio ecco il Milan, dal 31 agosto 2022 sotto il controllo di RedBird e prima di Elliott. In questi anni dunque il club rossonero ha potuto beneficiare di ben 189 milioni, raggiungendo uno Scudetto e una semifinale di Champions League.

Restando in Lombardia, al 5° troviamo il Monza (da anni sotto il controllo della famiglia Berlusconi) che nel 2020 vinse il girone A di Serie C iniziò la sua scalata fino alla Serie A, dove milita oggi. L’ex proprietario del Milan, fino alla sua scomparsa e i figli oggi per lui, ha iniettato nelle casse del club 188 milioni, quasi quanti quelli dei rossoneri.

Sposandosi in Liguria, dove oggi il proprietario è Dan Sucu, si registrano grossi investimenti da parte di 777 Partners che sfiorano i 190 milioni e che hanno permesso al club rossoblu di uscire da una grave crisi economica.

Inter, Zhang

L’ESULTANZA DI STEVEN ZHANG ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

7° posto invece per l’Inter che deve considerare sia il periodo sotto la gestione Suning, sia quello attuale dove Oaktree detiene praticamente tutte le quote del club. I nerazzurri sono da anni una delle squadre italiane più in vista, soprattutto a livello europeo, le proprietà che hanno gestito la parte economica hanno dovuto versare “solo” 175 milioni.

Chiudono la Top 10Fiorentina (con Commisso che negli ultimi 5 anni ha sborsato circa 114 milioni), Venezia (gestito da Duncan Niederauer, che è riuscito a riconquistare la Serie A anche grazie ai circa 100 milioni versati nelle casse del club), Salernitana (sotto la gestione del famoso Iervolino, che oggi ha lasciato il club, ma che negli anni ha investito circa 90 milioni).

Appena fuori dai primi dieci c’è il nuovo Como dei fratelli Hartono, che nei prossimi anni si posizionerà sicuramente più in alto ma per ora si ferma a 84 milioni.

Commisso

Fiorentina

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Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia

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Marek Hamsik

Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.

La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.

Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).

Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Cagliari, Napoli

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.

I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.

Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.

Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.

I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.

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Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato

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Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.

In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai. 

Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.

Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

Napoli

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Napoli, Champions e mercato si intrecciano

La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero. 

Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas. 

Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa. 

La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.

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Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri

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Monza, Atalanta, Maldini, Lazio

La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.

Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee. 

Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

Lazio

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lazio, dove può giocare Maldini

Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti. 

Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.

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