Serie A
Venezia, Di Francesco: “Abbiamo dato tutto. Partita simile a quella con la Juventus, contento per Stankovic”
Eusebio Di Francesco ha parlato in conferenza stampa al termine di Napoli-Venezia 1-0. L’allenatore ha riconosciuto la forza dell’avversario ma c’è rammarico.
I lagunari escono sconfitti dal Maradona ma possono farlo a testa alta. Un guizzo di Raspadori ha deciso il match ma c’è fiducia per la prestazione vista in campo.
Venezia, le parole di Di Francesco
Ci avete provato con coraggio, c’è un po’ di rammarico?
“Quando si perde sicuramente si può fare qualcosa di meglio. Avevamo un piano A e B e togliere la loro fonte di gioco sulle fasce. Poi ci siamo messi nel piano col 3-5-2. Nei primi 20′ del secondo tempo abbiamo attaccato meglio, peccato per quel gol preso. Delle piccole disattenzioni quando lasci palle del genere in area, giocatori come Raspadori ti puniscono. Stankovic decisivo? I portiere servono per fare le parate, sta crescendo partita dopo partita. E’ tra i giovani con qualità da mettere dentro, spero non perda l’umiltà. Sono sicuro che avrà un futuro roseo”.
Zerbin se lo porta al Venezia?
“Magari ce ne portiamo 3-4, scherzo. Abbiamo bisogni di rinforzi dopo qualche infortunio, il campionato di A non è facile. Oggi contro un Napoli forte abbiamo fatto una buona partita e siamo riusciti a metterlo in difficoltà. Speriamo di inserire qualche rinforzo a gennaio”.

GAETANO ORISTANIO RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Stessa partita di Torino?
“Molto simile. Sull’intensità di corsa il Napoli sarà superiore a noi, ma per sopprerire una differenza di qualità e competere dobbiamo dare il massimo. Alla lunga quando viene a mancare la lucidità viene fuori la qualità degli avversari”.
Dove colloca il Napoli in classifica?
“Subito dopo l’Inter, l’Atalanta non è una sorpresa come il Napoli, è una solida realtà. E’ una squadra in crescita che sa quello che vuole”.
Prima da titolare per Carboni, molto bene?
“Si, poi l’ho dovuto cambiare dopo 50′. Sprecano tante energie più psichiche che fisiche i giovani. Essendo anche un argentino che esordiva da titolare al Maradona avrà influito mentalmente”.
Dove potete migliorare?
“Possiamo fare molto meglio dal punto di vista del gioco, questa squadra produce anche ottime giocate in settimana. Ma è normale che quando c’è stanchezza i cambi devono darti freschezza, ma i giocatori avevano dato tutto contro giocatori importanti”.
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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