Serie A
Roma, a dicembre si decide il futuro della squadra
Dicembre sarà il mese decisivo per la Roma, che si troverà a fronteggiare le prossime sfide all’Olimpico: il club chiama a raccolta i tifosi.
Ieri da Claudio Ranieri lo ha fatto presente in conferenza stampa: dicembre sarà il mese decisivo per la Roma.
Dopo la sconfitta di lunedì scorso contro l’Atalanta, ai giallorossi spettano 6 partite prima che il 2024 si chiuda.
Di queste 4 sono le gare che si giocheranno all’Olimpico: contro Lecce, Braga, Parma e Sampdoria. Le due trasferte saranno in Lombardia, contro Como (domenica 15 dicembre) e Milan, con la sfida di San Siro in programma il 29 dicembre, a chiudere l’anno giallorosso.
Il diktat è: l’impianto romano deve tornare ad essere un sostegno per la squadra. Gli ultimi risultati in casa sono stati due sconfitte: questa tendenza va sovvertita al più presto, già dalla prossima partita contro il Lecce di domani.
Non si tratta di una gara da prendere sotto gamba: la squadra salentina, guidata da Giampaolo, arriva con un bilancio positivo nelle prime due gare del nuovo tecnico: una vittoria in trasferta contro il Venezia e un pareggio all’ultimo respiro contro la Juventus al Via del Mare.
In occasione della partita contro il Lecce sono già attesi oltre 56.000 spettatori: si punta a un sold out che manca, ormai, da tempo.
Serie A
Hellas Verona, l’oasi nel deserto si chiama Gift Orban
Nella situazione negativa che sta attraversando l’Hellas Verona, spunta uno spiraglio di luce rappresentato dai gol e dalle giocate di Gift Orban.
La squadra di Paolo Zanetti sta continuando imperterrita sullo stesso trend di inizio stagione: buona prestazione, ma zero punti conquistati. Questi risultati hanno dato vita all’ultimo posto in classifica, con il Verona fermo a quota 13 al pari del Pisa.
Quello che sta mancando alla squadra veneta è sicuramente una maggiore solidità difensiva, ma soprattutto la capacità di abbinare punti a prestazioni di grande carattere.
Uno dei punti fermi alla quale il tecnico può aggrapparsi in questo momento di difficoltà, sono sicuramente i gol del nigeriano Gift Orban.

PAOLO ZANETTI ( FOTO KEYPRESS )
Hellas Verona, tutti pazzi per Orban
Il giocatore è arrivato in estate dall’Hoffenheim con la formula del prestito con un diritto di riscatto fissato a circa 8 milioni. Fino a questo momento il nigeriano ha messo a segno 6 gol e 1 assist in 17 partite disputate in serie A con la maglia gialloblu.
In questa prima parte di stagione sta mettendo in mostra le sue caratteristiche migliori, che stanno fuoriuscendo nonostante un contesto non particolarmente funzionante. Un attaccante rapido, veloce, dotato di un’ottima tecnica di base e di un grande fiuto della porta.
Caratterialmente è un giocatore vivace che vive per il duello con il difensore ed ama sentire il calore della sua gente. Al fianco di Giovane forma una coppia di altissimo livello, che fino a questo momento ha generato 9 gol totali, sui 17 messi a segno dall’Hellas Verona.
Gift Orban si sta dunque rivelando un giocatore fondamentale per la società, che sta cominciando a riflettere sul suo riscatto. Ovviamente molto passerà dalla conquista o meno della salvezza.
Serie A
Pisa, sbloccarsi tra le mura amiche per dare il via alla rimonta salvezza
Il Pisa questa sera alle 20:45 è impegnato nel match contro l’Atalanta di Raffaele Palladino. Nella sfida tra le nerazzurre, i toscani vogliono ripartire per conquistare la salvezza
La squadra di Gilardino è reduce da un’ottima prestazione sul campo dell’Udinese da cui è maturato un pareggio per 2-2. Ai nerazzurri in questa prima parte di campionato non è quasi mai mancata la prestazione, bensì la capacità di ottenere punti anche in partite complicate.
Su questo sicuramente non ha aiutato un attacco tutt’altro che prolifico, soprattutto nelle partite casalinghe.
Prosegue infatti il digiuno all’Arena Garibaldi che in 10 partite ha assisto ad una sola rete, quella di Toure nell’1-0 contro la Cremonese. Quella è stata fin qui anche l’unica vittoria del Pisa in tutto l’intero campionato, che risale ormai a più di 2 mesi fa.

Idrissa Toure’ (Pisa) during warm up during Italian soccer Serie B match AC Pisa vs Ascoli Calcio at the Arena Garibaldi in Pisa, Italy, December 08, 2022 – Credit: Gabriele Masotti
Pisa, con l’Atalanta serve risultato
Questa sera alle 20:45 il Pisa ospiterà l’Atalanta. La squadra di Palladino sta attraversando un ottimo periodo di forma ed ha vinto 5 delle ultime 6 partite in campionato. I bergamaschi hanno iniziato la loro rincorsa alla zona Europa e non sembrano aver intenzione di fermarsi.
La squadra toscana dovrà mettere in scena la sua versione migliore per riuscire ad arginare una squadra in salute come la Dea. Questa sera sarà fondamentale tornare al gol davanti ai propri tifosi per rompere questa maledizione, cercando di fare punti chiave per la corsa salvezza.
La società tramite gli investimenti che sta facendo sul mercato, sta dimostrando di volerci provare fino alla fine a rimanere aggrappata al treno della serie A.
Questo dev’essere lo spirito anche della squadra di Gilardino che scenderà in campo questa sera con animo combattivo e con la voglia di far bene e di regalare una gioia ai propri tifosi.
Serie A
Juventus, Spalletti: “Non pensiamo alla Champions. Bremer e Locatelli migliorano di partita in partita. Adzic? Tesoro nascosto”
Il tecnico della Juventus Luciano Spalletti parla in conferenza stampa alla vigilia della prossima gara di Serie A dei bianconeri in casa del Cagliari.
La Juventus va a Cagliari alla ricerca della terza vittoria consecutiva in Serie A. Il tecnico bianconero presenta la gara in conferenza stampa alla vigilia. Di seguito le sue dichiarazioni.
Juventus, le parole di Spalletti
Fitto calendario.
“E’ così, zoom in e zoom out. Mettiamo a fuoco una cosa per volta. Zoom out è il progettare a lungo termine, ma attualmente per noi c’è solo Cagliari. È il Cagliari la partita di Champions”.
Bremer.
“Di Bremer sono molto contento, sta migliorando di partita in partita. Sono infortuni che ti lasciano perplessità, ma ha lui ha fatto pulizia totale nella sua testa. Viaggia sempre un po’ col dosatore. Il cambio dell’ultima partita è stata solo una precauzione. In casi come questi è l’addizione degli sforzi che può dare problemi. Per il momento è dentro. Poi si ragionerà di volta in volta. Come giocatore è fortissimo, ma deve migliorare un po’ con la palla al piede, se si inserisce può affettare la squadra avversaria in un attimo”.
Adzic? Ha capacità straordinarie, da giocatore top. Mi piacerebbe che facesse un po’ di ordine nella sua testa, tra quello che deve lasciare e quello che deve sfruttare. Da fuori tira delle bastonate incredibili, ha motore, vede cose; poi ogni tanto si perde perché non fa la cosa facile due volte, ma cerca subito qualcosa di sensazionale. Adzic non si tocca, mi aspetto solo grandi cose. È un tesoro nascosto”.
Como-Milan.
“Non l’ho vista Como-Milan… L’ho vista due volte. Perché ci sono sempre cose che puoi imparare, sia dal Como che dal Milan. Sarebbe bello approfondire certi temi. C’è quello che ti piace fare di più e ciò che ami, ma senza risultati è difficile… Il Como gioca così perché pensa che, così facendo, ha più probabilità di vincere. E per quanto visto in campo, fino a un certo punto, era anche un ragionamento corretto. Ma se giochi contro squadre dal blocco basso diventa rischioso.
Sicuramente si può vincere in più modi. Io ho la mia identità e la so cambiare, perché mi dà la possibilità di essere differente, ma senza mai snaturarla. Bisogna sempre avere equilibrio difensivo, avere la prevenzione sulle palle perse. A me come filosofie piacciono entrambe, mi piace essere aperto a entrambe le strategie. Diciamo che lo stare più bassi e ripartire può essere un rischio nel calcio attuale: hai più palloni in area e ci sono episodi che ti possono penalizzare”.
Crescita Locatelli.

MANUEL LOCATELLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
“Chi lo dice che non è adatto a fare il capitano? Ci sono dei dati che parlano per lui: dopo Modric è uno dei migliori per passaggi chiave più riusciti. Ci sono giocatori più adatti a creare opportunità e quelli più adatti a tenere l’equilibrio e, per me, lui è perfetto per questo doppio ragionamento. Ora è entrato nel ruolo che vorrei conoscesse fino in fondo: sono missioni per il bene della squadra, a volte lui fa anche quel lavoro sporco che non sempre è visibile. Lo vedo in crescita costante ed è un buon capitano per la Juve”.
State cercando un attaccante in più?
“David è cresciuto con tutta la squadra, alla squadra attuale ci si relaziona meglio. Ha capacità di creare spazi e i gol che ha fatto sono la conseguenza di questo. David e il gruppo sono complementari: hanno bisogno l’uno dell’altro. Siamo a braccetto. Openda? Lui ha caratteristiche diverse”.
Mercato.
“Quello di gennaio è fatto apposta per introdurre caratteristiche differenti che non hai. E, per questo motivo, è dal mio arrivo che siamo sul mercato. Sono due mesi che conosco sempre cose nuove dai miei calciatori, con una visione del calcio come questa ti si aprono sempre nuove conoscenze. Sono convinto si possa crescere ancora, l’aspetto più importante sono queste novità”.
Impiego Yildiz.
“Conceicao è rientrante e non ha tutta la partita, l’impiego di Yildiz si lega anche ad altri ragionamenti. Yildiz forse può essere gestito a partita cominciata, quindi potrebbe partire dal 1′, ma può anche giocare prima uno e poi l’altro. Ha saltato un solo allenamento per un po’ di mal di gola. Oggi si è allenato benissimo”.
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