Serie A
Il Milan riaccoglie Ibrahimovic: le parole di Cardinale
Nella giornata di oggi verrà annunciato il ritorno di Ibrahimovic come dirigente al fianco di Gerry Cardinale alla guida del Milan, come già detto dalla nostra redazione.
La notizia era nell’aria da alcune settimane, anche perché il campione svedese vuole rientrare e dare una forte scossa ad uno spogliatoio che sembra aver perso la scintilla d’inizio anno, alla luce delle ultime prestazioni.
Nel pomeriggio la società emetterà un comunicato ufficiale sul ritorno del fuoriclasse svedese: è ancora da chiarire il suo ruolo, ma le parole di Gerry Cardinale sono chiare e manifestano la volontà di averlo ancora a Milanello.
“Ciò che rende un vincente del calibro di Zlatan non è solo il talento fisico, ma anche un’intelligenza elevata e uno spirito imprenditoriale. Da RedBird, abbiamo sviluppato partnership con un gruppo molto selezionato di atleti e artisti di classe mondiale ad alte prestazioni che sono in grado di prosperare nell’ecosistema di RedBird”.
Serie A
Lecce, Corvino: “Rimanere in Serie A è sempre più complicato. Il nostro modello è differente dagli altri”
Pantaleo Corvino, direttore sportivo del Lecce, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida sul campo della Juventus.
Il Lecce affronterà la Juventus nella prima gara del 2026. Alla vigilia della gara ha parlato in conferenza stampa il direttore sportivo giallorosso Pantaleo Corvino. Oltre che sulla partita, il dirigente si è soffermato sul mercato e sull’obiettivo del club in questa stagione. i seguito le sue dichiarazioni.
Lecce, le parole di Corvino

“Iniziamo con questo incontro, per fare un po’ il punto della situazione, sapendo che da oggi c’è il mercato aperto. Noi tutti sappiamo trenta giorni di mercato quanto fanno parlare. Bisogna fare qualche premessa: i campionati di Serie A, per chi lotta per la salvezza è sempre più difficile. Di anno in anno si modifica, e sapete benissimo che per una realtà come la nostra, rimanere in Serie A, è una cosa sempre più complicata. Dobbiamo tenere conto di quello che possiamo fare noi, ma soprattutto quello che fanno gli altri”.
“Il modello Lecce è differente da tutti gli altri, soprattutto dal punto di vista economico. Il mercato invernale è molto complicato, difficile trovare certezze, perché i club che hanno calciatori che stanno giocando, nessuno te li cede, o te li cedono a determinate condizioni. Se prendi uno che non sta giocando non prendi una certezza, vai sempre da una scommessa, rischiando anche di alterare quello che hai già”.
“Club come il Lecce, non possono permettersi di andare a prendere delle certezze. Il Lecce oggi ha tante certezze. A memoria non ricordo una difesa che non prende per 6 volte gol a metà campionato. A centrocampo abbiamo tre nazionali, Ramadani, Coulibaly e Berisha. Andare a migliorare questi reparti è praticamente impossibile”
“Per il reparto offensivo, ogni anno quando una squadra non vince, è perché manca l’attaccante. Attaccanti che vengono pagati 30/35 milioni che hanno fatto peggio di quelli che possiamo avere noi. Noi da quando siamo arrivati, la maggior parte delle scommesse che abbiamo preso, sono diventate delle certezze”.
Tiago Gabriel? “C’è interesse di più club, italiani e stranieri. Nell’interesse nostro e del ragazzo abbiamo rifiutato offerte importanti”.
Serie A
Genoa, De Rossi. “Il giocare male e vincere sarebbe importante domani ma attraverso gli atteggiamenti delle ultime partite faremo risultati”
Genoa-Pisa, conferenza stampa di Daniele De Rossi alla vigilia del diciannovesimo turno di Serie A: le parole del tecnico rossoblù sul match.
Sabato pomeriggio alle ore 15:00, il Genoa sarà impegnato davanti ai propri tifosi, pronto a sfidare il Pisa nella gara valida per il diciannovesimo turno di Serie A.
Il tecnico rossoblù Daniele De Rossi si è presentato in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti e presentare la sfida in programma.
Di seguito, le sue dichiarazioni.
Come ha reagito la squadra al ko di Roma?
“Ha reagito con lo stesso dispiacere che avevo io dopo la partita. Erano consapevoli di aver fatto qualcosina in meno rispetto al solito. Il giocare male e vincere sarebbe importante domani ma attraverso gli atteggiamenti delle ultime partite faremo risultati. Ci siamo detti le cose in faccia in questi giorni, loro l’hanno condivisa e l’hanno messo a posto. Ho visto la solita partecipazione e sarà importante la seconda partita della stagione”.
Che Pisa si aspetta?
“Mi aspetto un Pisa disciplinato. L’ho visto giocare partite all’altezza. E’ un avversario con dei limiti che può avere qualsiasi squadra. Affrontiamo una squadra forte. Servirà un Genoa che abbia la fame del secondo tempo contro il Verona. Dobbiamo gestire il possesso palla ma la gara deve anche passare attraverso duelli e corse”.
Arrivate da tre sconfitte di fila. Quanto sarà importante catalizzare la delusione in rabbia agonista domani?
“Le abbiamo analizzate e dopo le prime due ero dispiaciuto ma convinto che stavano andando nelle direzione giusta. Vedendo poi la gara di Roma, se vogliamo essere pessimisti, direi di no. Se devo essere ottimista dico che nel secondo tempo un pizzico di ripresa l’ho vista. Tutti i punti sono pesantissimi, bisogna rientrare in quello che è il nostro abito, il nostro modo di affrontare gli avversari e penso che giocare in casa, uno stadio esaurito, ci aiuterà a ritrovare la nostra attitudine ai duelli”.
vista del girone di ritorno avete parlato degli errori commessi a Roma?
“Ci sono cose più “lavorabili” e ‘allenabili rispetto ad altre. Si parte dalla concentrazione e dalla voglia di fare. Sono letture di un secondo che non possono essere allenate ma si può allenare l’attenzione e scegliere il rischio minore da correre. Il secondo gol è simile a quello preso a Udine e lo stiamo allenando. Dobbiamo essere più presenti sui palloni dal dischetto. Al di là di tutto, se un giocatore sta li, il pallone non passa”.
Riconfermerai Ekuban o ci saranno di nuovo chance per Colombo? Senza dimenticare Ekhator.
” Sono tutti schierabili per caratteristiche e stati di forma. Quando incontriamo squadre più aggressive, Ekuban ci aiuta per farci salire e farci trovare spazi alle spalle della difesa avversaria. E lo ha fatto bene poi ci sono gli avversari. Detto ciò, non dobbiamo accettare di perdere contro chi abbiamo davanti. Gli attaccanti possono giocare tutti. L’unico un po’ più irrinunciabile’ è Vitinha. Gli altri li schiererò in base all’avversario. Sono contento di Ekhator”.
Come vedi Leali?
“Il ruolo del portiere è delicato. Lo vedo sereno, un ragazzo amato dallo spogliatoio e stimato da noi dello staff. Lo vediamo tranquillo come altri che hanno commesso errori. Se gli errori li avesse commessi solo lui saremmo tranquilli. Invece di errori ne abbiamo commessi un po’ tutti. Nicola ha fatto partite ottime, in alcune occasioni ci ha salvato e ha fatto parate importanti. Contro l’Atalanta ha scelto male, il gol contro l’Inter si poteva evitare ma se avete un’oretta possiamo analizzare gli errori dei difensori e gli altri. Gli errori nel calcio si commettono o possiamo parlare dei miei errori di formazione. L’errore nel calcio va messo in preventivo, in base all’avversario un errore può essere rimesso a posto. Col Verona per esempio è più facile ribaltare le partita, a Roma diventa più difficile. I giocatori che commettono degli errori di campo non verranno demonizzati da me”
Rocchi ha riconosciuto il rigore su Ostigard.
“Intanto non è un errore dell’arbitro. lo dalla panchina ho visto solo un parapiglia. L’arbitro magari era posizionato meglio di me ma era una cosa difficile da vedere. 15 anni fa avrei detto che se ci fosse stata la tecnologia certi errori verrebbero cancellati. II VAR è uno strumento che dovrebbe difendere noi e gli avversari ma ogni tanto non ci difende. Può succedere. A bocce ferme la spiegazione un po’ mi disturba, sentirmi dare spiegazioni fantasiose sull’angolo di quanto fosse piegato il braccio o quanto fosse piegata la mano.
Penso che la Roma avrebbe vinto comunque, l’arbitro, a parte quello, ha fatto una bella partita. Forse avrebbe cambiato qualcosina ma facciamo finta che non avrebbe cambiato
nulla”
Domani può giocare Ellertsson o ci saranno dubbi?
“Oggi non ho dubbi per quanto riguarda il centrocampo. Sono contento di come i ragazzi hanno lavorato. Nelle prime due gare di questo terzetto molto difficile abbiamo tenuto botta contro centrocampi forti e se non ha grande spirito, voglia e intensità non puoi farlo. Spero che non spoilererete”.
Dal suo punto di vista come si fa a proteggere la squadra dai rumors di mercato?
“Bisogna essere fortunati ad avere un gruppo serio. E’ difficile ma basta dirsi la verità. Ogni allenatore se vuole migliorare la squadra la migliora. Penso che sia una squadra costruita bene, ci sarà da puntellare qualcosa. Vedo che cambiano giocatori all’Inter, alla Juve o al Napoli quindi è destino di tutti cambiare. E’ un dovere verso l’allenatore, ma è un dovere del giocatore fino a che sta qua dare il 100% anche un minuto. I rumors li controllate voi, non io.
Escono nomi all’impazzata, spesso vengono fatte accostamenti con amici, a volte reali ma a volte sono fantasiose. Passo con il direttore a parlare di mercato il 10% del tempo che passo in ufficio a preparare la partita”.
Cosa non vuole vedere dai suoi domani?
“Non voglio che siano troppo a compartimenti stagni. Abbiamo lavorato molto a lavorare senza palla. Col Verona li vedevo tanto concentrati sull’occupazione degli spazi e molto meno sul contrasto, sulla seconda palla e sulla profondità. Questa settimana abbiamo parlato, sì, di cosa fare sulla palla ma non dobbiamo diventare il City in una settimana perché il secondo tempo contro il Verona lo abbiamo vinto andando più forte di loro”.
Come mai, dopo 14 minuti preparati tatticamente bene, a Roma la squadra è andata in difficoltà?
” La parte emotiva e mentale esiste nel calcio. La squadra è partita bene con l’Inter e ha preso un gol, forse, evitabile. Poi abbiamo preparato benissimo la partita contro l’Atalanta e dopo due minuti ci siamo ritrovati in dieci. Spero che fra qualche mese di avere una squadra forte e consapevole”
La marcatura in area?
“I ragazzi li ho visti in crescita. Nelle prime partite abbiamo preso o rischiato di prendere gol sui cross. Nelle ultime gare, come difesa dello spazio in area, sono andati molto meglio. Si può sempre migliorare, la palla in porta da sola non ci va e quindi bisogna tenere d’occhio l’uomo.
Quali sono le caratteristiche che servono a questo Genoa sul mercato?
“Ho le idee chiare ma non te lo posso dire. Poi ci saranno delle circostanze e vediamo cosa può succedere. Ogni risposta che darò lascia scoperti i ragazzi che andranno a lottare per me per 95 minuti. Tutti quanti cerano di migliorare la squadra e io non prendo in giro i ragazzi. Se vogliono delle delucidazioni sul loro minutaggio futuro dove ho le idee chiare sarò
chiarissimo”

Morten Frendrup ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Bologna, Fabbian: “Solo un calo fisiologico, non siamo in crisi. Possiamo battere ancora l’Inter”
Il centrocampista del Bologna Giovanni Fabbian ha rilasciato un’intervista al Resto del Carlino a pochi giorni dalla sfida contro l’Inter.
Le dichiarazioni di Fabbian e l’influenza di Motta
Giovanni Fabbian, centrocampista del Bologna, ha recentemente rilasciato un’intervista al Resto del Carlino, sottolineando come la squadra non stia attraversando una crisi, ma piuttosto un calo fisiologico. “Possiamo battere ancora l’Inter,” ha affermato Fabbian, evidenziando la necessità di maggiore impegno e corsa in campo. Il centrocampista ha espresso gratitudine verso il primo tecnico che lo ha voluto in Emilia, Thiago Motta, e per la fiducia accordata, e ha riconosciuto l’importanza degli insegnamenti ricevuti da Vincenzo Italiano.
Queste dichiarazioni arrivano in un momento cruciale per il Bologna, una squadra che Fabbian definisce come la sua “favola”, specialmente dopo l’impresa di vincere la Coppa Italia.
Il futuro del Bologna e l’importanza della fiducia
Il Bologna sta cercando di consolidare la propria posizione in campionato, e le parole di Fabbian sembrano infondere coraggio e ottimismo non solo ai tifosi, ma anche all’intero ambiente sportivo. La fiducia nei confronti del mister Motta e la riconoscenza per gli insegnamenti di Italiano rappresentano un chiaro segnale della volontà di crescita personale e collettiva del giovane calciatore. Fabbian è determinato a contribuire ai successi futuri della squadra, consapevole del potenziale del gruppo e della necessità di continuare a lavorare sodo per raggiungere nuovi traguardi.
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Fonte: l’account X di Schira
Giovanni #Fabbian al Resto del Carlino: “Solo un calo fisiologico, non siamo in crisi. Possiamo battere ancora l’ #Inter, ma serve correre. #Motta mi ha dato fiducia e #Italiano mi sta insegnando tanto. Il #Bologna è la mia favola: abbiamo fatto un’impresa a vincere Coppa Italia”
— Nicolò Schira (@NicoSchira) Jan 2, 2026
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