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Serie A, la decima giornata: i focus del Dottor Sarli
Serie A, ecco i focus della decima giornata: quattro sfide molto delicate soprattutto in chiave scudetto. Ecco cosa aspettarci da questa domenica di campionato.
Inter – Roma e Napoli – Milan, ecco il primo e il secondo di questa serata, di sicuro due piatti forti. Per antipasto abbiamo Cagliari – Frosinone mentre a far da contorno ci penserà Monza – Udinese.
Ecco a voi i nostri focus.
Focus Serie A, Cagliari – Frosinone

Il Cagliari fin qui non ha ancora vinto (3 pareggi, 6 sconfitte) e a Salerno (2-2) ha fermato una brutta sequenza di quattro sconfitte consecutive.
In Serie A i sardi non vincono da 14 partite (la sequenza più lunga di questo tipo tra le squadre attualmente nella massima Serie) e, naturalmente, dopo nove giornate sono ultimi in classifica.
Con una sconfitta oggi per il Cagliari sarebbe la quarta volta senza vittorie dopo dieci giornate, un risultato catastrofico se si pensa che in due delle tre precedenti occasioni i sardi sono retrocessi a fine stagione.
3 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte: l’altra neopromossa, il Frosinone, sta facendo decisamente meglio. Domenica scorsa ha perso 1-2 contro il Bologna ma i ciociari oggi sicuramente lotteranno per vincere, non possono permettersi un altro passo falso.
Tre dei quattro scontri diretti in campionato, inclusi gli scontri diretti l’anno scorso in Serie B, si sono conclusi in parità.
Giacché il Frosinone finora non ha ancora vinto in trasferta (2 pareggi, 2 sconfitte) potrebbe evitare la sequenza di tre sconfitte consecutive in trasferta, cosa che non succede in Serie A da ottobre 2018.
I giocatori più pericolosi
Occhio per il Cagliari a Scuffet, che nei quattro scontri diretti fin qui disputati ha mantenuto la porta inviolata a fasi alterne, subendo goal nell’ultima partita di questo tipo.
Per i ciociari attenzione a Soulé che, segnando su rigore contro il Bologna, è diventato il più giovane calciatore non europeo 3 o più goal in questa stagione nei massimi campionati europei.
La statistica curiosa
Dodici delle ultime tredici partite del Cagliari in Serie A hanno visto lo stesso esito (vittoria/pareggio/sconfitta) alla fine del primo tempo ed alla fine della partita.
Focus Serie A, Monza – Udinese

Dopo cinque partite da imbattuto, il Monza ha ceduto domenica scorsa alla Roma 1-0 in dieci uomini.
Di conseguenza questo turno non avrà a disposizione l’esperto D’Ambrosio ma ha una percentuale di vittorie del 100% contro squadre che hanno cominciano questo turno nella metà inferiore della classifica. L’arrivo dell’Udinese, quindi, non spaventa i brianzoli.
Il Monza, assieme al Milan, è l’unica squadra di Serie A a poter vantare questo record, con tutte quelle partite che l’hanno vista mantenere la porta inviolata. I brianzoli poi hanno perso solo uno dei precedenti sei scorsi diretti casalinghi in campionato nelle prime due divisioni italiane (3 vittorie, 2 pareggi).
Per l’Udinese questo è il periodo più lungo senza vittorie in serie A (6 pareggi, 7 sconfitte) pur avendo segnato il goal d’apertura in tre occasioni.
L’Udinese non è ancora riuscita a vincere nemmeno una delle nove partite di campionato in Serie A per la prima volta in assoluto, stabilendo così un nuovo record personale per il minor quantitativo di punti guadagnati da quando i punti a vittoria sono tre (sei).
La trasferta in terra brianzola difficilmente accenderà molte speranze, i friulani non sono riusciti a vincere in diciotto delle ultime diciannove partite fuoricasa contro avversarie lombarde in Serie A (1 vittoria, 7 pareggi, 11 sconfitte).
I giocatori più pericolosi
Per il Monza occhio a Colpani, che ha segnato finora la metà dei goal in campionato (4) tre dei quali in apertura. Il suo totale è solo uno in meno rispetto al complessivo dell’Udinese (5), anche se Samardžić è l’unico giocatore ad averne segnato più di uno, con entrambi i suoi gol arrivati in trasferta.
Focus Serie A, Inter – Roma

L’Inter ha perso solo una degli ultimi dodici scontri diretti contro la Roma nella massima serie (5 vittorie, 6 pareggi) la squadra che hanno battuto più spesso di ogni altra (76) nella storia della Serie A!
La Roma arriva qui dopo cinque vittorie di fila, un record che complica la vita all’Inter e fa della squadra dell’ex Mourinho (squalificato) la concorrente candidata a fare il colpaccio in questo turno.
I giocatori più pericolosi
Per l’Inter occhio a Lautaro Martínez, che ha visto sei dei suoi ultimi sette gol in campionato arrivare dopo l’ora di gioco.
Per la Roma attenzione a Lukaku che, differenza del collega, preferisce cominciare rapidamente, ed ha segnato giovedì nella quattordicesima partita consecutiva di Europa League, la quarta di fila in cui lui è riuscito a segnare nei primi 25’di gioco.
La statistica curiosa
Prima di questo turno, Inter e Roma hanno segnato sette gol in questa stagione dal 75′ in poi, record in campionato.
Focus Serie A, Napoli – Milan

Milan e Napoli chiudono la domenica del decimo turno coi partenopei che, battendo l’Hellas Verona (1-3) sono tornati nelle prime quattro posizioni in classifica ma che devono vincere ancora tre partite di fila al Maradona dove, all’inizio di ottobre, hanno incassato 6 goal (da Real Madrid e Fiorentina) in sei giorni.
Il Milan, dal canto suo, è imbattuto da cinque partite in questo stadio (3 vittorie, 2 pareggi).
Ma il Milan ha un brutto record di espulsioni e mantenere undici uomini in campo fino al fischio finale sarebbe sicuramente utile, dato che i rossoneri sono stati ridotti in dieci uomini in entrambe le loro ultime due partite di Serie A.
Perlomeno possono dare il bentornato al portiere Mike Maignan che torna dalla squalifica.
I giocatori più pericolosi
Per il Napoli occhio al georgiano Kvaratskhelia, che ha contribuito direttamente a sei gol nelle sue ultime quattro presenze tra club e Nazionale.
Per il Milan attenzione a Mike Maignan, che è rimasto imbattuto in tutte e tre le sue trasferte qui (2 vittorie, 1 pareggio), mantenendo la porta inviolata in entrambe le vittorie.
La statistica curiosa
Il Napoli non ha ancora segnato nei primi 15′, in nessuna partita in questa stagione di Serie A.
Serie A, il bilancio finale
Aspettiamoci tanto spettacolo e goal meravigliosi, soprattutto dalle due partite serali, ci sarà in campo tanta voglia di vincere ma anche tanto spettacolo sugli spalti. Buona domenica!
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La mini-crisi di Pulisic e come l’asso americano può uscirne, per il bene suo e del Milan
Christian Pulisic sta vivendo una fase apparentemente negativa che, per chi lo conosce, assomiglia in realtà più a una mini-crisi più che a un vero ridimensionamento.
I numeri raccontano un dato semplice e al tempo stesso ingombrante: nel 2026 non ha ancora segnato e nelle ultime uscite è capitato spesso che la sua gara terminasse prima del triplice fischio. In una stagione in cui il Milan è pienamente coinvolto nella corsa Scudetto, ogni dettaglio diventa tema di discussione: forma fisica, gestione dei minuti, lucidità sotto porta, persino il modo in cui l’avversario prepara la partita per disinnescarlo.
Prestazioni di gennaio altalenanti
Il primo nodo è la produzione offensiva dopo il cambio d’anno. Pulisic arrivava da un 2025 chiuso con buone sensazioni, ma gennaio lo ha visto alternare prestazioni utili per intensità, strappi e ripiegamenti a gare più opache, senza però trovare l’episodio del gol che spesso “sblocca” anche la testa. La stampa italiana ha collegato questo periodo a una gestione non semplice sul piano fisico, tra acciacchi e lavoro specifico per tornare al 100%. Si è parlato di fastidi e di un programma mirato per ritrovare brillantezza e precisione negli ultimi metri.
Qui entra in gioco anche la questione della continuità di minutaggio. Se un esterno vive di ritmo, di letture e di timing sull’uno contro uno, è naturale che giochi a fiammate quando non riesce a completare le partite con regolarità. Le statistiche di impiego e la cronaca recente mostrano come, in diverse gare di gennaio, sia stato sostituito oppure utilizzato in modo parziale, proprio mentre il Milan cercava equilibrio e gestione delle energie.
La gestione di Allegri
Con Massimiliano Allegri in panchina, le rotazioni e la gestione dei momenti della partita non sorprendono. È un tecnico che ragiona per controllo, per fasi e per scelte di utilità più che per gerarchie immutabili. Non è un caso che nelle conferenze recenti abbia insistito sul concetto di procedere passo dopo passo in un periodo fitto e delicato.
Questo approccio può produrre due effetti opposti su un giocatore come Pulisic. Da una parte lo protegge, perché se c’è un fastidio o manca esplosività Allegri tende a evitare il rischio di trascinarlo oltre soglia. Dall’altra parte, però, lo priva di quei minuti finali in cui spesso si aprono spazi, le difese si allungano e un esterno rapido può trovare il guizzo decisivo. In pratica, meno minuti possono significare meno occasioni per segnare, e meno gol possono rendere ancora più semplice scegliere la sostituzione. Un circolo che non è drammatico, ma che va interrotto.
Guardando le partite, la sensazione è che Pulisic stia pagando soprattutto una combinazione di fattori. In primo luogo la precisione nell’ultimo gesto: anche quando arriva in zone interessanti, gli manca talvolta la pulizia della giocata, con controlli imperfetti, tiri affrettati o passaggi forzati. In secondo luogo pesa il modo in cui viene affrontato dagli avversari. Quando un esterno diventa centrale nel sistema, le marcature diventano più aggressive, con raddoppi costanti e linee che si orientano su di lui, rendendo più costosa la giocata naturale. Infine c’è la condizione fisica, che non è stata lineare. I recenti stop e fastidi hanno inciso sulla brillantezza e, per un calciatore che basa molto sul cambio di passo e sulla rapidità di esecuzione, anche una minima flessione diventa evidente.
Per la corsa Scudetto serve anche Pulisic al Milan
Il Milan, però, non può permettersi di aspettare troppo a lungo. Il campionato è entrato nella fase in cui i punti pesano doppio e ogni pareggio lascia cicatrici. Il recente 1-1 con la Roma ha rallentato la rincorsa e ha mantenuto il distacco dalla vetta, in un momento in cui il margine di errore si assottiglia.
Quando si è a ridosso della capolista, anche un singolo episodio può cambiare l’inerzia di una stagione. Una partita sbloccata da un inserimento, un rigore procurato, un cross decisivo possono fare la differenza. È per questo che la mini-crisi di Pulisic diventa un tema collettivo: non riguarda solo lui, ma l’efficacia complessiva della catena di destra, la qualità delle transizioni e la capacità del Milan di trasformare il possesso in occasioni pulite.
In questo clima è inevitabile che attorno alla lotta Scudetto cresca un racconto fatto di aspettative, percentuali e scenari. Lo si vede nei commenti televisivi e nelle analisi che citano oscillazioni di valutazioni e previsioni, spesso riportate anche da bookmakers online di quote sportive come DomusBet come termometro esterno dell’umore del campionato. Il Milan è certamente considerato ancora in corsa ma, d’ora in poi, la squadra di Allegri potrà sbagliare pochissimo.
Come uscire dalla mini-crisi
La via d’uscita è più pragmatica che psicologica. Serve innanzitutto ritrovare continuità atletica: se i fastidi sono alle spalle, è fondamentale una sequenza di partite con carichi progressivi ma stabili. Allo stesso tempo può aiutare semplificare le scelte, perché nei momenti di difficoltà spesso funziona tornare a poche giocate base prima di cercare la soluzione brillante. Infine Allegri può lavorare sul contesto tattico, disegnando per lui situazioni favorevoli, come l’alternanza tra fascia e mezze posizioni o catene di gioco che gli permettano di ricevere senza il raddoppio immediato.
La buona notizia per il Milan è che una mini-crisi di questo tipo è reversibile in fretta. Basta un gol magari non spettacolare, un assist pesante o una partita in cui torna a saltare l’uomo con naturalezza. Quando succede, spesso cambia anche tutto il resto: i minuti in campo, la fiducia e soprattutto la sensazione che la squadra abbia di nuovo un’arma in più nella corsa al titolo.
Le interviste
Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”
Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.
EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026
Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.
Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.
PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”
Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.
Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?
“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.
Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?
“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”
Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?
“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.
Come vede l’Inter di Chivu?
“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”
Le piace il Milan e il gioco di Allegri?
“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.
Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?
“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.
“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO
Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?
“Sarebbe bello, sicuramente…”
Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?
“No. Perché dite così?”
Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”
Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…
“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…
In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”
Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.


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Roma e Napoli frenano, Juve e Inter allungano: ma attenti al Diavolo
La classifica del campionato si sta delineando sempre di più, con il Biscione che allunga, il Diavolo che insegue e tiene testa, ma anche Roma, Napoli e Juve che nonostante le difficoltà mantengono il loro status di favorite.
Il palinsesto delle scommesse sportive con i match live di Serie A su Betfair vede anche il Como come grande sorpresa, fresco di qualificazione ai quarti in Coppa Italia. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per un campionato mozzafiato, oltre che spettacolare.
Straordinario Como bracca la top 6
Ormai si tratta solo di resistere e di allungare la presa, perché la top 6 è già stata conquistata dal Como, manca soltanto l’allungamento verso la quinta posizione. L’obiettivo della società è ambizioso e Fabregas è la persona giusta per realizzarlo, intanto, occhi puntati sui quarti di Coppa Italia contro i campioni d’Italia.
Atalanta e Inter le più in forma nelle ultime 5 gare
Due situazioni diverse, con la Dea a caccia del sesto posto e il Biscione che domina alla prima posizione, ma lo score nelle ultime 5 gare è perfettamente uguale per i due club lombardi: 13 punti su 15 messi in cassaforte.
Il Biscione sta dominando con il miglior attacco del campionato, che con i 12 gol del capocannoniere di Serie A, Lautaro Martinez, raggiunge già quota 50 reti.
Juve in allungo, frenano Roma e Napoli
Il Napoli sta soffrendo con i numerosi infortuni, che hanno sicuramente inflitto un danno pesante alla squadra di Conte, tuttavia, gli Azzurri mantengono il quarto posto, pur se con il freno a mano tirato.
Ne approfitta la Juve, che dopo la vittoria per 3 – 0 contro i Partenopei può allungare verso il quarto posto, mentre la Roma deve stare attenta a non perdere troppi punti se vuole rimanere aperta la porta dello scudetto. I Giallorossi possono vantare la migliore difesa del campionato con 13 reti subite nelle prime 22 gare.
Attenti al Diavolo: il suo nome è Allegri
Il palinsesto delle quote serie a è tutto milanese, con il Biscione che domina gli Antepost da favorito assoluto e il Diavolo che insegue con il forcone tra i denti, perché il vero nome di Belzebù quest’anno è Max Allegri, che ha ipnotizzato le statistiche e non perde quasi mai.
Soltanto una sconfitta per il club di Max nelle prime 22 gare, un ottimo risultato che porta il Rossoneri a 5 punti dalla vetta, pronti a sfruttare ogni errore dei cugini per passare in testa alla classifica.
Altre curiosità di Serie A
Oltre a Lautaro, anche Pulisic, Yildiz e le due punte del Como, Paz e Douvikas, puntano alla doppia cifra, con Calhanoglu, Leao e Orsolini pronti ad allungare nella classifica dei capocannonieri.
Il Bologna e la Lazio stanno vivendo un periodo di difficoltà, con i Felsinei proiettati totalmente in Coppa Italia ed Europa League, e le Aquile in crisi di risultati. Intanto, lo scontro per il sesto posto tra Atalanta e Como è appena cominciato, in un derby lombardo che rischia di monopolizzare anche la quinta posizione.
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