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Ten Hag e le cinque regole d’oro del Manchester

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Manchester United, Erik Ten Hag

Stando a quanto riportato dal Daily Mirror sono cinque le regole imprescindibili che il nuovo tecnico del Manchester Erik Ten Hag impone ai propri giocatori.

Ten Hag, puntualità e sobrietà

La regola numero uno: non essere mai in ritardo. Né agli allenamenti né alle riunioni della squadra, pena l’eliminazione.

Fondamentale anche la sobrietà: è vietato bere alcolici nel corso della settimana delle partite. Questo divieto equivale a un divieto quasi assoluto di consumare alcol, visto che il Manchester United gioca 2 volte a settimana.

Un deciso cambio di rotta rispetto alla precedente gestione di Pep Guardiola. Il quale, commentando un video che ritraeva Walker, Mahrez e Grealish ubriachi, disse: “Sono molto arrabbiato, certo, ma perché non mi hanno invitato e non mi è per nulla piaciuto. Spero che la prossima volta lo facciano!”.

Capitolo cibo

Il cambiamento più rilevante riguarda l’alimentazione: a differenza del passato, ora è vietato ai giocatori di avere chef personali.

Tutti dovranno consumare i loro pasti nel refettorio di Carrington, nel quale verrà adottato un menù ben bilanciato, nel quale verrà valorizzato il consumo di pesce e verdure.

Comunque ogni giocatore avrà un piano alimentare studiato su misura per soddisfare le proprie esigenze nutrizionali, studiato e monitorato dal club.

Ten Hag, il monitoraggio della forma fisica

Una buona alimentazione è volta a mantenere un BMI (Body Mass Index, Indice di Massa Corporea, ndr) ottimale: per questa ragione, ogni settimana, verrà controllato l’indice di massa corporea di ogni giocatore.

L’ultima regola è di tipo gestionale ed è mirata a mantenere il controllo su eventuali problematiche: Ten Hag vuole gestire tutti i reclami dei giocatori, senza ricorrere a intermediari.

Perché i panni sporchi, si sa, si lavano in casa.

Esteri

Real Madrid, cosa si cela dietro l’esonero di Xabi Alonso?

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Real Madrid

Dalla sconfitta con il Barcellona ai rapporti freddi con lo spogliatoio: si chiude dopo pochi mesi l’avventura dell’ex tecnico del Leverkusen sulla panchina del Real Madrid. Ma cosa è andato storto?

L’avventura di Xabi Alonso sulla panchina del Real Madrid si è chiusa molto prima del previsto. Arrivato in estate per raccogliere l’eredità di Carlo Ancelotti, volato alla guida del Brasile, l’ex allenatore del Bayer Leverkusen sembrava pronto per il grande salto in una big europea. Invece, pochi mesi dopo, le strade con il club blanco si sono già separate.

Real Madrid, il percorso di Xabi Alonso

La Supercoppa spagnola ha rappresentato il punto di non ritorno. Per la dirigenza quella era l’“ultima spiaggia”: vincerla avrebbe potuto garantire continuità al progetto. Dopo il successo nel derby contro l’Atletico Madrid in semifinale, il Real si è arreso al Barcellona in finale, una sconfitta pesante che ha accelerato la decisione della società.

Real Madrid

Ma il ko con i blaugrana è stato solo l’atto finale. Alla base dell’addio c’è un rapporto mai davvero decollato con lo spogliatoio, soprattutto nella gestione extra-campo, oltre a risultati giudicati al di sotto delle aspettative. In Liga il Real è a -4 dal Barcellona dopo 19 giornate, mentre in Champions League occupa il settimo posto con 12 punti, frutto di 4 vittorie e 2 sconfitte nelle prime sei gare.

Il club ha voluto chiarire che non si tratta di un esonero. «La separazione è avvenuta di comune accordo, auguriamo il meglio a Xabi Alonso», ha spiegato Emilio Butragueño. Al suo posto il Real Madrid ha una soluzione interna, affidando la panchina ad Álvaro Arbeloa, simbolo del madridismo e volto della continuità societaria.

 

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Premier League

Manchester United, ora tocca a Carrick: chi è il nuovo mister dei Red Devils?

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Manchester United

Manchester United – Dopo l’esonero di Amorim, il club affida la panchina fino a fine stagione all’ex mediano, il cui debutto avverrà nel derby contro il City.

Il Manchester United sceglie di ripartire dal proprio passato per provare a raddrizzare una stagione complicata. Dopo l’esonero di Amorim e la breve parentesi di Darren Fletcher, i Red Devils hanno deciso di affidare la panchina a Michael Carrick, chiamato a traghettare la squadra fino al termine dell’annata.

Carrick ha superato la concorrenza di un’altra icona del club, Ole Gunnar Solskjaer, grazie a una conoscenza profonda dell’ambiente di Old Trafford e a un profilo ritenuto ideale per gestire uno spogliatoio delicato. Per l’ex centrocampista si tratta di un ritorno a casa: già nel 2021 aveva guidato lo United per tre gare da allenatore ad interim, ottenendo due vittorie e un pareggio prima dell’arrivo di Ralf Rangnick.

Manchester United, un vecchio veterano per la panchina

Da calciatore Carrick è stato uno dei pilastri dell’era Ferguson, collezionando 464 presenze, 24 gol e 35 assist e vincendo tutto: Champions League, Mondiale per Club, cinque Premier League ed Europa League. Pupillo storico di Sir Alex, il 44enne ha mantenuto negli anni un legame fortissimo con il club, testimoniato anche dalla presenza del figlio Jaycey nell’Academy dello United.

Manchester United

Conclusa la carriera nel 2018, Carrick ha iniziato subito ad allenare come vice di Mourinho e Solskjaer, prima di mettersi alla prova da primo allenatore al Middlesbrough, portato dal 21° al 4° posto in Championship nel 2022/23. L’esperienza si è chiusa al termine della stagione 2024/25.

Ora la sfida più grande: riportare serenità e risultati a Manchester. Carrick non rivoluzionerà lo staff, non ha richiesto bonus legati alla Champions e punta su equilibrio e pragmatismo, con il 4-2-3-1 come modulo di riferimento. L’esordio, però, è subito da brividi: sabato 17 gennaio, derby di Premier League contro il Manchester City. Una prova di fuoco per il nuovo traghettatore dei Red Devils.

 

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Esteri

Fenerbahçe, accordo con Kanté: in corso le trattative con l’Al-Ittihad!

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Benzema

Il Fenerbahçe ha raggiunto un accordo con N’Golo Kanté sui termini del contratto. Secondo quanto riportato dalla Turchia, ora sono in corso le trattative con l’Al-Ittihad.

La nostalgia Europa si fa sentire, così come una possibile last dance per una convocazione con la Francia ai Mondiali. Il centrocampista francese ex Chelsea, attualmente di proprietà dell’Al-Ittihad, potrebbe aver trovato l’occasione perfetta per tornare a giocare in un campionato europeo. Il contesto per andare in Turchia sarebbe perfetto, ma ora la palla passa ai dirigenti del Fenerbahçe e a quelli del club arabo.

Fenerbahçe

Fenerbahçe, Kanté può arrivare? Si tratta!

Sono in corso le trattative per finalizzare il trasferimento e convincere il club a cedere il giocatore. Con il sì del francese l’affare si semplifica molto, ma naturalmente resta tutto da vedere. Il futuro del calciatore è ancora tutto da scrivere, ma in passato l’ex Leicester ha già dimostrato che l’approdo in Arabia Saudita non ha di certo fatto perdere qualità ad un giocatore sensazionale. Agli Europei del 2024 si è rivelato uno dei migliori giocatori della Francia, nonostante il trasferimento all’Al-Ittihad arrivato a luglio 2023.

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