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Corsi e ricorsi storici, l’Italia è ancora in finale ad un Europeo

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Roberto Mancini

È grazie a una vittoria ai rigori proprio contro gli spagnoli che dopo quella del 2012 l’Italia figurerà nuovamente nella finale dell’Europeo. Una vittoria sofferta, che segue un percorso altrimenti netto, passato per il trionfo perentorio ai danni del Belgio. Una sofferenza inaudita, iniziata nei primi istanti della partita e terminata con l’errore dal dischetto di Alvaro Morata. Perché, diciamoci la verità, in cuor nostro eravamo tutti convinti del fatto che Jorginho avrebbe trasformato il suo rigore. Sapevamo che non ci saremmo dovuti rivolgere nuovamente al nostro portierone Gigio Donnarumma. E così è stato. Unai Simon era a terra prima ancora che il nostro regista colpisse il pallone, forte di una saltello letale, glaciale ma che allo stesso tempo ha bruciato lì lo spagnolo, immobile su quella linea di porta lungo la quale si era tanto divertito a muoversi. Per provare a intimorire i nostri tiratori. Senza successo.

Ora gli azzurri sono tornati a Coverciano, ma con la testa saranno già sul prato di Wembley, dove domenica sera attenderemo la vincente dell’altra semifinale, Inghilterra-Danimarca. I primi con la spinta di 60 mila tifosi amici pronti a ubriacarsi di birra e a continuare a inebriarsi di vittorie, i secondi con un’intera nazione sulle spalle, con la voglia di tornare in finale dopo la favola del 1992 e di farlo in nome di Christian Eriksen. Gli inglesi con una rosa profonda e ricca di equilibrio tra talento, grande esperienza e spregiudicata gioventù, i danesi con un sistema di gioco solido guidato da leader carismatici.

Insomma, chiunque uscirà vincente dalla nottata londinese avrà tutte le armi per metterci in difficoltà.

Le finali europee dell’Italia, il successo del 1968

L’unico successo italiano negli Europei risale al 1968, quando superammo per 2-0 la Jugoslavia al replay della prima finale, finita 1-1. In quel 8 giugno sul prato dell’Olimpico di Roma andarono a segno Gigi Riva e Pietro Anastasi, proprio due anni dopo i Mondiali del 1966, l’unico trionfo della nazionale inglese che potremmo incontrare in finale di Euro 2020.

Dopo il 1968, però, gli Europei non hanno più sorriso all’Italia. Ci siamo infatti ripresentati in finale nel 2000, quando 32 anni dopo il primo trionfo fummo riacciuffati sul punteggio di 1-1 al minuto 93 e poi sconfitti al golden goal dai francesi di David Trezeguet. Sconfitta terribile, che come l’errore di Alex Del Piero è stata però vendicata solo 6 anni dopo su suolo tedesco, con il gol praticamente fotocopia di quello sbagliato segnato questa volta ai padroni di casa da parte dell’attaccante della Juventus e il rigore sbagliato in finale proprio dallo stesso Trezeguet.

Passati poi altri 6 anni ci siamo riconquistati l’ultimo atto di un Europeo, quello del 2012. Anche in quel caso però non è andata bene, con gli spagnoli che ci annichilirono sul punteggio di 4-0, dopo che ci avevano eliminati già dall’edizione 2008 della competizione continentale e da quella 2013 della Confederations Cup, proprio ai rigori. La rivincita contro gli iberici ce l’eravamo presa nel 2016, con il 2-0 agli ottavi sempre dell’Europeo, ma allora l’urlo ci rimase strozzato in gola, colpiti a tradimento dagli errori dal dischetto dei nostri contro la Germania ai quarti. Oggi la rivalsa contro gli spagnoli è arrivata ancora, proprio alla lotteria dei rigori. Ed è valsa l’accesso alla finale.

Starà ai nostri ragazzi ora far sì che questa possa dirsi definitiva, arrivando a quel traguardo che sinceramente solo a pensarlo fa suggestione. Ma che ora è davvero lì, a 90, 120 o 120 minuti più calci di rigore di distanza. E allora forza azzurri, che se l’Inghilterra avrà già da stasera i 60 mila di Wembley dalla sua, voi ne avrete 60 milioni tutti con il tricolore scintillante intarsiato sul cuore.

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Come la Serie A attrae l’interesse di piattaforme come Alawin Casino

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La Serie A rappresenta uno dei campionati calcistici più seguiti al mondo, con una portata mediatica che si estende ben oltre i confini italiani.

La capacità del calcio italiano di attrarre audience globali lo ha trasformato in un asset commerciale prezioso per una varietà di settori economici che cercano visibilità presso pubblici ampi e coinvolti.

L’evoluzione del panorama digitale ha portato nuovi attori a riconoscere il valore strategico delle associazioni con il calcio di alto livello. Piattaforme di intrattenimento digitale come Alawin e altri operatori internazionali osservano il calcio italiano come vetrina capace di generare attenzione continuativa attraverso stagioni che durano mesi e competizioni che coinvolgono emotivamente milioni di spettatori. La visibilità garantita dalla Serie A offre opportunità di brand awareness difficilmente replicabili attraverso altri canali mediatici, rendendo il campionato italiano un punto di riferimento per strategie di marketing globali.

L’appeal internazionale che attrae Alawin Casino e piattaforme simili

La Serie A ha ricostruito la propria reputazione internazionale dopo anni di sfide competitive rispetto ad altri campionati europei. Il ritorno di club storici ai vertici delle competizioni continentali e l’arrivo di talenti internazionali di primo piano hanno riacceso l’interesse globale verso il calcio italiano. Trasmissioni televisive in decine di paesi garantiscono esposizione settimanale a pubblici che attraversano fusi orari, culture e mercati economici diversi.

Piattaforme come Alawin Casino riconoscono che associarsi al calcio di alto livello trasferisce credibilità e attenzione del pubblico verso i propri brand. Le partite della Serie A generano conversazioni sui social media, articoli giornalistici e contenuti video che amplificano organicamente la presenza di sponsor e partner commerciali. La natura emotiva del calcio crea connessioni più profonde rispetto alla pubblicità tradizionale, con i tifosi che sviluppano associazioni mentali durature tra i club che amano e i brand che li supportano.

Il modello economico del calcio moderno e le partnership digitali

Le società di Serie A hanno adottato strategie commerciali sofisticate che massimizzano i ricavi attraverso partnership diversificate. Oltre agli sponsor tradizionali come marchi automobilistici e aziende tecnologiche, il calcio italiano accoglie collaborazioni con operatori digitali che cercano visibilità presso demographic specifici. Alawin Casino e piattaforme analoghe trovano nel calcio un pubblico prevalentemente adulto e globalmente distribuito, caratteristiche che si allineano con i propri obiettivi di marketing.

I contratti di sponsorizzazione nel calcio moderno vanno oltre la semplice presenza del logo su maglie e tabelloni pubblicitari. Includono diritti di utilizzo di contenuti, accesso a eventi esclusivi e integrazioni digitali che permettono ai partner commerciali di costruire narrazioni attorno alle proprie associazioni con club prestigiosi.

La dimensione globale e l’accessibilità digitale

La digitalizzazione del consumo calcistico ha eliminato barriere geografiche che un tempo limitavano l’audience della Serie A. Streaming services, app dedicate e piattaforme social permettono a tifosi in ogni continente di seguire le partite in tempo reale, creando opportunità per partner commerciali di raggiungere mercati precedentemente inaccessibili. Operatori digitali come Alawin Casino beneficiano di questa globalizzazione potendo associare i propri brand a contenuti che attraversano confini nazionali senza necessità di adattamenti significativi.

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Uno sguardo all’economia del calcio italiano: 21 milioni allo stadio, 478 milioni di ticketing e 900 milioni l’anno di diritti TV

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Il calcio è un motore molto importante dell’economia italiana, basta pensare che ha mosso ben 12 miliardi di turismo nel 2024. Le spese continuano ad aumentare, così come i ricavi. Tra reel, clip e giochi online l’interesse non accenna a rallentare.

Il calcio è lo sport più seguito in Italia, questo si sa, ma quanti numeri muove? Nella stagione 2023-24 l’affluenza è stata di 21 milioni di presenze, con la Serie A in testa con più di 11,8 milioni e una media record di 31 mila spettatori. Oltre alle partite vere e proprie, c’è tutto un ecosistema che si sta allargando che è quello dello streaming e dei social. I tifosi oggi possono vivere questo sport anche online le app, i giochi a tema e le community.

Dalla schedina al mobile: i tifosi vivono la passione anche online

Oggi i tifosi hanno a disposizione di tutto per vivere in prima persona le emozioni del calcio. Tra fantasy, quiz e videogiochi, l’ecosistema digitale è enorme. Per esempio, ci sono piattaforme come BassBet che mettono a disposizione tante slot e giochi a tema che ricreano i cori dello stadio e che ti permettono di competere direttamente nelle massime leghe. In fondo, è del tutto normale che i fan sognino di essere dei veri bomber e i giochi trasportano i tifosi in un mondo parallelo dove sono proprio loro a portare il team alla vittoria.

Le piattaforme di gioco online sono sempre più gettonate perché puoi fare una partita breve in qualsiasi momento, anche mentre aspetti il fischio d’inizio. Non sono richieste competenze particolari e non devi ritagliarti 45 minuti di tempo per una partita, bastano pochi minuti, a volte addirittura pochi secondi. Tutto è a portata di clic, in linea con i ritmi della vita moderna.

Dallo stadio pieno ai bilanci: il calcio è una macchina economica

La FIGC ha visto una ripartenza che combina il pubblico e i conti: 21 milioni di spettatori totali nel 2023-24, ticketing a 478 milioni, valore della produzione che ha superato i 4,5 miliardi e perdite aggregate dimezzate rispetto al 2021-22. È il segnale che il matchday sta tornando un punto di riferimento nell’equilibrio dei club.

La Serie A, in particolare, ha messo a segno la miglior media spettatori dagli anni Novanta. Questi numeri poi si riflettono anche sulla ristorazione, sui trasporti, sui parcheggi, sul lavoro temporaneo e sui servizi di sicurezza attorno agli impianti in ogni weekend di campionato.

Diritti tv e streaming cambiano i ricavi del pallone italiano

Il pilastro dei ricavi rimane l’audiovisivo. Per il quinquennio 2024-2029 la Lega Serie A ha assegnato i diritti domestici a DAZN e Sky per circa 900 milioni a stagione. In cinque anni fa 4,5 miliardi, con la solita ripartizione tra le partite in esclusiva e le co-esclusive.

È un rubinetto di cassa che fa leva sugli abbonamenti e sulle pubblicità e che consolida il peso dello streaming nel modello italiano. All’estero, la spinta delle coppe europee e la visibilità dei top club ampliano il valore del prodotto.

Non solo big match gli stadi muovono il turismo locale

Il calcio porta movimento anche aldilà delle tribune. Nel 2024, il turismo sportivo in Italia ha generato 12 miliardi di euro di valore, in crescita rispetto al 2023. Ci sono stati gli hotel pieni nei weekend, i ristoranti e i musei hanno fatto delle programmazioni con più ingressi e i servizi di mobilità sono stati sotto stress positivo. Il calcio, insieme al ciclismo, è uno dei driver principali. Per i territori, soprattutto dove gli stadi sono grandi e connessi, gli eventi diventano una leva di promozione.

Dal negozio sotto casa al click sullo smartphone, passione vuol dire spesa. Il mercato degli articoli sportivi in Italia vale 11,6 miliardi. L’e-commerce B2C corre a 38,6 miliardi, una parte significativa riguarda l’abbigliamento e gli accessori. Sul lato commerciale, nel 2024 le sponsorizzazioni sportive hanno raggiunto circa 884 milioni, +13,4% rispetto al 2023, con il calcio che resta il media più potente per la brand awareness in Italia.

Una chiave di lettura: i progressi tra stadio e online

Per farti un’idea concreta, ecco alcune informazioni utili per capire meglio la portata del calcio nell’economia italiana:

  • 21 milioni di presenze e 478 milioni di ticketing nella stagione 2023-24
  • 900 milioni all’anno dai diritti TV domestici 2024-29, consolidano l’impianto dei ricavi.
  • 12 miliardi di turismo sportivo nel 2024, significa che l’indotto territoriale è legato agli eventi calcistici
  • Online in fermento: fantasy con milioni di utenti, videogiochi calcistici in vetta e gioco a distanza con raccolte e spesa in crescita

Il calcio è un’industria che mescola emozione e volumi economici

Tra le curve piene e gli abbonamenti streaming, tra il merchandising e i click, il calcio italiano continua a muovere delle cifre importanti e sempre più integrate. Gli stadi portano dei ricavi diretti e una spinta reale alle città. Lo schermo, dalla TV allo smartphone, apre strade nuove per coinvolgere i tifosi e per monetizzare l’attenzione.

Nei prossimi mesi saranno fondamentali tre fattori: qualità dell’esperienza negli stadi, stabilità dei ricavi audiovisivi e capacità dei club di sfruttare l’online senza perdere la semplicità che rende il calcio l’appuntamento preferito del weekend. I numeri dicono che la partita economica è già in corso e che si gioca su due metà campo: stadio e digitale.

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Milan, chi è Kostic: un gioiello paragonato a Vlahovic

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Milan, pronto a chiudere per Andrej Kostic, attaccante del Partizan Belgrado. Un vero e proprio talento paragonato a Vlahovic, andiamo a scoprirlo meglio qui di seguito.

Il Milan ha praticamente chiuso per Andrej Kostic, talento in forza al Partizan Belgrado. Il classe 2007, oltre ad avere lo stesso procuratore, è acostato a Dusan Vlahovic per le caratteristiche tecniche e la bravura sotto porta.

Classe 2007, Kostic è dotato di ottima fisicità e all’occorrenza può anche essere schierato alto a sinistra, posizione in cui ha la possibilità di accentrarsi e provare il tiro. Di piede destro, possiede già una spiccata tecnica individuale, nonché una personalità marcata.

Costo del cartellino intorno ai 5 milioni di euro. Kostic verrà inizialmente utilizzato nella squadra del Milan Futuro, ma non escludiamo un inserimento graduale anche in prima squadra sotto lo sguardo vigile di Massimiliano Allegri.

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